giovedì 25 settembre 2008

Roma, accoltella parroco "Muori, sono l'Anticristo"


E' accaduto nella chiesa di Santa Marcella, a San Saba. La vittima dell'aggressione, don Canio Canistri, 68 anni, è in gravi condizioni.

Autore del folle gesto, un venticinquenne ossessionato dal "Codice da Vinci"

di MASSIMO LUGLI

ROMA - E' entrato nella chiesa di Santa Marcella, a San Saba e ha chiesto di vedere il parroco. Poi, quando don Canio Canistri, 68 anni, è sceso si è trasformato in una furia. Marco Luzi, 25 anni, un ragazzo gravemente disturbato, ha pugnalato il sacerdote alla gola e prima di essere arrestato ha ferito un anziano parrocchiano, una baby sitter peruviana e un agente dei "Falchi". La sera prima, aveva visto in televisione "Il Codice da Vinci" e a casa, tra biglietti e documenti in cui si definisce "l'Anticristo", aveva una grande riproduzione dell'"Ultima Cena" di Leonardo (il quadro attorno a cui ruotano molti misteri nel romanzo di Dan Brown) con una didascalia in cui si indica uno degli Apostoli "con la mano che nasconde un coltello".

"Le voci mi hanno ordinato di farlo - ha detto il ragazzo al capo della mobile, Vittorio Rizzi - ho portato a termine la mia missione... Sì, l'ho visto, il Codice ma quello è solo un fim...". Di certo, prima di ieri mattina, il venticinquenne, studente di ingegneria, non aveva mai avuto scatti di violenza. "Un ragazzo chiuso, introverso, che a volte litigava violentemente con la madre" lo definiscono i vicini del palazzo di via Costantino Beltrami 34. Tra il materiale sequestrato nell'appartamento, quattro documenti dai titoli inquietanti ("Le verità nascoste", "Predizioni", "Io l'Anticristo" e "L'apocalisse") e alcuni cartelli con la scritta "Questo è solo l'inizio" e il numero 666 che indica il Diavolo nell'Apocalisse di San Giovanni. "Tra la mia morte e il mio ritorno sulla scena succederanno gravi avvenimenti - si legge in uno dei documenti - potranno passare anni o secoli... Il Cristianesimo andrà rivisto alla luce delle nuove alleanze tra Gesù e la Madonna" e altre farneticazioni (sull'Islam, l'induismo, il satanismo, i robot e gli sconvolgimenti climatici) frutto di una mente annebbiata.

Grave il bilancio del raptus di follia: don Canio lotta tra la vita e la morte in rianimazione. Gravissimo anche Antonio Farrace, 77 anni, che ha tentato di difenderlo: colpito anche lui alla gola è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico. Pochi giorni di prognosi per Rosemary Sotero Rivera, 37 anni, peruviana, aggredita ai giardinetti mentre era con una bambina. Per difendere la piccola la donna le si è buttata sopra ed è stata colpita alla spalla.

Con un rosario in tasca e due coltelli da cucina alla cintola, Marco Luzi si è presentato in parrocchia verso le 10,30 e ha chiesto di don Canio. "Lo conosco di vista" ha spiegato all'ex prefetto. Pochi istanti dopo si è scagliato sul sacerdote e gli ha trapassato la gola con una coltellata. L'anziano parrocchiano ha tentato di difendere il parroco ma si è accasciato subito a terra, ferito al collo. Lordo di sangue, il folle è uscito dalla chiesa e si è avviato, a piedi, verso viale Aventino. Ai giardinetti di piazza Remuria si è avventato contro la peruviana e, tra le urla d'orrore dei passanti, ha proseguito verso il centro. All'altezza di via dei Cerchi è stato avvistato da due agenti dei "Falchi" (i motociclisti della mobile), Francesco Santilli e Luca Gori che lo hanno intercettato.

"Non potevamo usare le armi, c'era troppa gente - racconta Cori, ferito da una coltellata all'addome che, fortunatamente, l'ha preso solo di striscio - abbiamo cercato di distrarlo e poi gli siamo andati addosso a mani nude. Quando l'abbiamo ammanettato ha smesso di lottare e ha detto solo: ho compiuto la mia missione, ora non farò più del male a nessuno".

Fonte - La Repubblica, 24 settembre 2008

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