martedì 20 novembre 2007

Massacro in Guyana

Quella che segue è una storia ormai dimenticata,avvenuta negli anni settanta,e che vide la morte di circa mille persone,tra uomini,donne e bambini.

Una storia di follia e di amore,di cieca dedizione e di plagio.

L'articolo è molto lungo,per cui è stato diviso in tre parti.

Lo abbiamo scritto in due,tutta l'introduzione e la storia della setta sono opera del mio amico di forum (oltre che amico nel reale) Lord Anthony.





Il 18 novembre del 1978 a Jonestown, Guyana, 276 bambini morirono di cianuro assieme a più di altre seicento persone (novecentoventuno morti in tutto) in un orrendo rituale di suicidio collettivo. Erano tutti appartenenti al Tempio del popolo del “reverendo” Jim Jones, il cui magnetico carisma li aveva indotti ad un gesto tanto estremo quanto perverso nella sua assoluta mancanza di una qualsiasi logica che non fosse quella dell’annullamento totale del proprio e dell’altrui essere. Fu una strage orribile, contrassegnata da un comportamento inumano, feroce e contrario a tutte le leggi di natura.
Quasi trent’anni dopo i fatti, la domanda per certi versi ancora senza risposta (e che assona sinistramente quella che il mondo orripilato si pose all’indomani della seconda guerra mondiale) rimane quella che sale subito alle labbra ricordando quell’episodio: come è potuto succedere?


* * *


Nei primi mesi del 1977 Marshall Kilduff, giornalista del San Francisco Chronicle, effettuò un’intervista al capo della Setta del Tempio, il reverendo Jim Jones. Era questi una persona di assoluto carisma, a metà fra il tipico predicatore itinerante degli Stati Uniti ed il capo assoluto di un manipolo di fanatici che in lui riconoscevano la guida assoluta ed unica delle proprie esistenze. Gli adepti non avevano contatti di sorta col loro capo, che viveva all’epoca ai piani alti dell’edificio che ospitava il Tempio; la costruzione ospitava, oltre al Tempio propriamente detto, una piscina, un asilo infantile, un auditorio con annessa sala di registrazione audiovisiva in cui si registra settimanalmente lo spettacolo radiofonico del Tempio, un’infermeria, una radiotrasmittente con cui mettersi in contatto con la missione sudamericana della setta situata in un villaggio chiamato Jonestown, un ufficio di contabilità, una tipografia, una falegnameria, uno studio legale e svariate stanze per gli ospiti, insomma, una vera e propria comunità assolutamente autosufficiente. Il giornalista fu anche in grado di assistere ad una funzione, cui presenziarono non meno di millecinquecento persone, una sorta di grande show con tanto di ballerini adolescenti e complesso di cantanti, nel corso del quale il reverendo Jones tiene un sermone imbastito su una serie di domande e risposte col pubblico ed il cui finale consiste nella guarigione di un vecchio afflitto da un perenne mal di schiena che al solo contatto con una precedente “miracolata” a sua volta recupera la salute ormai creduta persa per sempre.


Il reverendo Jim Jones


Ma chi era questo uomo dal fascino assoluto? Da dove veniva? Come aveva fatto a procurarsi un tale ascendente sulle persone a lui legate?



James Warren Jones era nato nel 1931 in un piccolo villaggio rurale dell’Indiana, da famiglia poverissima, e fina dall’infanzia aveva mostrato una particolare predisposizione all’affabulazione ed al protagonismo, oltre che uno spiccato interesse per le attività connesse all’esercizio del culto; aveva anche studiato per potersi iscrivere alla facoltà di teologia, che poi però aveva finito con l’abbandonare anzitempo. Di intelligenza non superiore alla media e di carattere solitario, irascibile, caparbio e volgare, aveva ben presto rivelato un’aspirazione smisurata di emergere e dominare il prossimo, pur se temperata da un certo filantropismo. Dopo aver abbandonato come detto l’Università dell’Indiana di Richmond ed aver brevemente fatto ritorno nel proprio paese, si era trasferito ad Indianapolis, dove, pur senza ordinazione, era divenuto pastore della Chiesa di Somerset Southside, entrando ben presto in conflitto con i locali rappresentanti del potente e temuto Ku Klux Klan, che detestavano le sue idee di fratellanza universale ed interrazziale. Sposatosi nel 1949 con una donna di quattro anni più anziana, fondò nel 1953 una sua chiesa autonoma, la Chiesa della Comunità e dell’Unità, che poi nel 1956 si trasformò in Tempio del Popolo. Carismatico, aggressivo, coraggioso e tenace nella difesa delle sue convinzioni, Jones cominciò ben presto ad essere un protagonista della vita civile di Indianapolis, al punto da esser nominato dal sindaco direttore della Commissione di Indianapolis per i diritti umani, cosa che gli valse un giro di affari annuo di settemila dollari e l’odio mortale dei proprio detrattori.

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