martedì 6 maggio 2008

Satanica Granda: i luoghi del Demonio in provincia di Cuneo


Ponti, anfratti e strane impronte

Provincia di Cuneo - Per luoghi di Satana, intendo tutte le leggende legate alla sua apparizione, o all’entrata nei suoi regni, gli inferi. Pronti allora per una carrellata di luoghi da far venire la pelle d’oca?

Una gara tra Dio e il Demonio sarebbe il risultato di quella strana conformazione rocciosa che si trova a S. Anna di Bellino. La roccia incastrata in modo anomalo nella montagna, sarebbe il risultato di un lancio…divino, mentre la caotica pietraia chiamata Preifiol, sarebbe il brutto risultato ottenuto dal demonio.

Presso il colle di Tenda, ai piedi del sacro monte Bego, quello che oggi viene chiamato Lago Carbone, un tempo era luogo di sacrifici. Esso prendeva il nome di Lago del Diavolo, e si narra che una famosa strega del posto vi sacrificava i montoni che i pastori di Tenda le donavano per farla stare tranquilla.
Sul Monte Pelvo, che domina la frazione di Elva, sulla roccia dell’asino, a 2644 metri di quota, si apre una fenditura nel terreno che penetra nelle viscere della montagna. I pastori lo chiamano il Buco del Diavolo e non ci indugiano troppo attorno…
Non si possono nominare i luoghi del maligno, senza un salto su qualche bel ponte del diavolo. Forse il più famoso della nostra provincia, è quello di Dronero, che oltre alla solita leggenda che lo accompagna (leggenda in cui il Diavolo crea il ponte in cambio dell’anima di qualche sventurato che poi all’ultimo si salva ingannando il signore delle tenebre che furioso sparisce), può anche vantarne le impronte. Già, pare che andando via, lasciò la sua impronta caprina sul masso all’ingresso del ponte.
Ancora una volta attribuite al diavolo, sono le cosiddette Rocche del Roero. Un insieme di calanchi, strapiombi, dirupi in terra franosa ed incoltivabile, che pare siano opera di Belzebù. In realtà il diavolo aveva creato delle belle roccaforti, in accordo con gli abitanti del luogo, ma ancora una volta, raggirato dalla furbizia umana, in preda alla rabbia per non aver ottenuto anime, distrusse tutto, creando le attuali, inospitali Rocche.
Anche la Bisalta ha la sua leggenda sul diavolo. Al signore infernale, è infatti attribuito la doppia cima della montagna, che prima del suo intervento appariva con un costone unico.
Se ancora non ne avete basta, io vi consiglio-sconsiglio, un giretto nelle colline attorno ai boschi di Boves nella notte di S. Giovanni. Ma attenti, pare che ancora ai giorni nostri si effettuino delle messe nere e sabba dedicati alla bestia. Io ci penserei due volte prima di andare a curiosare…

Fonte - Grandain.com, art. di Michela Brandino, 6 Aprile 2008

Nessun commento: