giovedì 14 giugno 2007

Così una setta riesce a plagiare: guida alle principali tecniche di "seduzione"




Come una setta riesce a plagiare un individuo, quali tecniche usa per fare proselitismo, quali sono gli effetti sulla psicologia di un individuo: quella che segue è una breve guida alle tecniche di "seduzione" usate da culti e sette, redatta dal "Cult Awareness Network", un'organizzazione non profit statunitense il cui scopo è proprio quello di far conoscere i rischi che si corrono affidandosi senza precauzioni a guru e santoni senza scrupoli.

Chi è vulnerabile?

Tutti. Nessuno può ritenersi "immune". Anzi, spesso proprio quelli che si ritengono molto forti o troppo intelligenti per cascarci sono tra i primi a cadere in trappola.

Quando?

Soprattutto durante i momenti di transizione, di qualunque tipo. Per esempio, nel primo anno in cui si va a vivere da soli dopo aver lasciato la casa dei genitori; quando si cambia o si perde un lavoro; di fronte ad una improvvisa malattia, propria o dei propri cari; durante l'adolescenza o nei primi anni di invecchiamento; in un periodo di profondo cambiamento di stile di vita, o quando si cambia residenza; nei momenti di solitudine, quando si è lontani da amici e parenti.

Dove?

Praticamente dovunque. Ma le situazioni più a rischio sono proprio quelle in cui ci si trova nel tentativo di trovare o ritrovare il proprio equilibrio. Per esempio durante corsi di training autogeno, seminari sullo stress o sulle tecniche di autocontrollo, in organizzazioni religiose non tradizionali. E' proprio in queste occasioni che i "reclutatori" delle sette cercano più attivamente di fare proseliti, trovando spesso terreno fertile.

Da chi?

Molto difficile riconoscere un reclutatore. In genere è una persona che ha la capacità di capire ciò che la persona che ha di fronte desidera sentirsi dire, stuzzicando il suo orgoglio o il suo bisogno d'affetto. E quando ci si accorge che è solo un trucco, spesso è troppo tardi. Attenzione quindi quando vi capita di pensare che l'uomo o la donna con cui state parlando è "la più amichevole che avete mai incontrato" o "è interessato esattamente a tutto ciò che a voi interessa", pensa che voi "siete meravigliosi". Attenzione anche alle persone che pretendono di avere una risposta a ogni domanda.

Le principali tecniche di plagio

1) Il "Love bombing": il "bombardamento d'amore è forse la tecnica più usata, e quella che ha gli effetti più durevoli. Il neofita viene letteralmente circondato d'amore dagli aderenti alla setta, che lo mettono al centro del loro interesse, lo "coccolano", lo riempiono d'attenzione. In una seconda fase due o tre persone si dedicano esclusivamente a lui. Cercano di eliminare ogni suo dubbio, e rafforzano il suo desiderio di appartenenza al gruppo, coinvolgendolo in giochi e canti;
2) Isolamento: la persona viene separata dalla sua famiglia, gli viene reso impossibile con ogni scusa (telefoni guasti, strade interrotte) il contatto con persone esterne. Si crea l'incapacità a verificare le informazioni che vengono fornite, rendendo accessibile un'unica realtà, quella del gruppo;
3) Ripetitività: con la scusa di favorire la meditazione si induce il neofita a ripetere ossessivamente le stesse parole, cantare le stesse strofe o svolgere di continuo un'attività. In questo modo si induce artificialmente uno stato di alta suggestionabilità;
4) Privazione del sonno: tecnica spesso associata alla precedente e viene incoraggiata motivandola come necessaria per non interrompere lo stato di concentrazione raggiunto. In questo modo si indebolisce il fisico, rendendo ancora più vulnerabile l'individuo. Allo stesso scopo si usa una alimentazione inadeguata.

Come aiutare
chi lascia un culto

Ci sono diverse classificazioni degli ex membri, basate sul modo in cui hanno lasciato la setta. Di solito gli ex membri fanno parte di una delle seguenti categorie:
1) quelli che sono usciti grazie ad un intervento esterno;
2) quelli che che se ne sono andati per loro volontà;
3) quelli che sono stati espulsi dal culto.
Le ultime due categorie, i "fuoriusciti" e gli "scacciati", sono in genere quelli che hanno più bisogno d'aiuto per capire il loro processo di riabilitazione. Gli ex membri espulsi sono particolarmente vulnerabili: spesso si sentono inadeguati e colpevoli. La maggior parte dei culti rispondono a qualsiasi critica rigirando le critiche stesse al singolo membro. Tutte le volte che c'è qualcosa di sbagliato, la colpa non è del leader o dell'organizzazione, ma sempre dell'individuo. Così quando qualcuno lascia il culto porta con se un profondo senso di colpa e di vergogna. Anche quelli che se ne vanno per propria volontà risentono di questio problemi: possono anche riuscire a superare i complessi a livello razionale, ma hanno difficoltà a gestirli psicologicamente.
Il modo migliore per favorire il processo di riabilitazione degli ex membri di un culto è quello di imparare che tipo di controllo mentale utilizzava quella specifica setta, e come esso era usato. Capire che ci sono sempre degli effetti residui del controllo della mente, ma che sono solo transitori, aiuta a combattere un diffuso senso d'ansia che attenaglia gli ex membri. I quali si sentono rinascere, quando capiscono che, data la situazione, l'esperienza che stanno vivendo è normale e gli effetti non dureranno in eterno. Inoltre capire e spiegare come funzionavano le tecniche di plagio fa comprendere ai pazienti in che modo e quanto il culto era riuscito a cambiare il loro comportamento e la propria personalità

E' molto importante capire in tempo cosa sta succedendo
Parenti e amici possono aiutare

Non tutti i culti sono "distruttivi", non tutte le sette cercano i plagiare i loro aderenti. Anzi, molti culti sono espressioni di sincere e positive esigenze spirituali. Ma spesso la persona che viene contattata e reclutata non è in grado di vedere la differenza e saper scegliere perché si trova in un momento di debolezza o di vulnerabilità psicologica. Tocca allora a parenti e amici stare attenti, vegliare sul loro caro e cercare di tirarlo fuori dalla rete nella quale è rimasto impigliato. Ecco una breve guida ai "sintomi", per riconoscere gli effetti su una persona di un culto potenzialmente pericoloso:

Come cambia il comportamento:
1) perdita della volontà individuale
2) aumento della dipendenza e ritorno ad un comportamento quasi infantile
3) perdita della spontaneità e del senso dell'umorismo
4) incapacità di instaurare amicizie al di fuori del gruppo
5) peggioramento delle condizioni fisiche
6) deterioramento psicologico (tra le altre cose: allucinazioni, ansia, paranoia, disorientamento)

Caratteristiche principali di un culto "distruttivo"

1) manipolazione del comportamento e del carattere di una persona
2) leadership carismatica (con autoproclamata divinità o conoscenza suprema e richiesta di obbedienza incondizionata). La leadership può essere individuale o basata su un nucleo centrale all'interno della setta.
3) separazione degli adepti dalle famiglie, dagli amici e dalla società in generale.
4) visione del gruppo come una nuova famiglia con la quale stabilire un rapporto esclusivo.
5) forti e sempre crescenti richieste di denaro.
6) richiesta di firmare un testamento che nomini la setta o il suo leader come unico o prevalente erede.
7) richieste di attività e comportamenti sessuali devianti.
Cosa fare
1) registrare tutti i nomi, indirizzi, numeri di telefono delle persone che si sa appartengono alla setta.
2) mantenere una cronologia scritta di tutti i fatti che riguardano l'attività del proprio familiare o amico all'interno della setta.
3) rispondere a tutte le comunicazione del proprio parente con amore, sincerità e senza eccedere nelle critiche dirette e aggressive.
4) raccogliere tutte le possibili informazioni, articoli e pubblicazioni sul gruppo, in modo da conoscerne strategie e composizione.
5) chiedere aiuto ad una delle tante associazioni che riuniscono famiglie nella stessa situazione.
Cosa non fare
1) non spedire soldi al proprio parente. Meglio mandare doni non in denaro, vestiti, biglietti aerei o ferroviari non rimborsabili.
2) non spendere grandi somme per corsi o seminari di riabilitazione se non se conoscono bene finalità e programmi.
3) non dimenticare mai che la personalità del proprio caro non è scomparsa, ma è solo stata momentaneamente sopraffatta.
4) non sentirsi soli. Si tratta di un problema comune a migliaia di perone in tutto il mondo, in tutti gli ambienti religiosi ed economici.

tratto da www.astori.it

5 commenti:

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

Frank ha detto...

Mentre altri stati europei come Francia, Belgio e Germania, con il prolificare delle sette religiose hanno nei decenni provveduto a sanare questo problema con delle leggi ad hoc, in Italia il caso Arkeon ha palesato la nostra situazione in merito.


Stefano Zani ha detto...

Che mi dite di Kryon, questo è il nostro problema

Vero ha detto...

Nessuno però parla della chiesa evangelica...
In mio marito ha fatto strage, e la descrizione è la stessa della setta distruttiva
In America Latina le stanno già smascherando...
Perché qui non si fa nulla?
Quella chiesa ci ha rovinato la vita...