venerdì 20 febbraio 2009

FINI: LAICITA' POSITIVA, FONDAMENTALE PER RAPPORTI CHIESA-POLITICA

(IRIS) - ROMA, 19 FEB - In una fase in cui ''piu' viva che mai'' e' la questione ''del rapporto fra il pensiero della Chiesa cattolica e l'azione politica e in cui riemergono periodici conflitti tra laici e cattolici impegnati in politica'' bisogna riprendere il concetto di ''laicita' positiva''. Lo scrive in un intervento su La Repubblica il presidente della Camera Gianfranco Fini, in occasione dei 25 anni della revisione del Concordato. Per Fini ''il riconoscimento dell'importanza delle origini ebraico-cristiane dell'identita' culturale dell'Europa'' non ''stride con il progressivo disvelamento di quel principio di laicita' dello Stato sostanzialmente racchiuso, anche se non formulato con queste parole, nella Carta costituzionale''. ''Una laicita' - sottolinea il presidente della Camera - non certo aggressiva nei confronti della religione, aliena da degenerazioni laiciste e anticlericali, aperta al riconoscimento del ruolo attivo della Chiesa nella societa' italiana''. Una laicita' dello Stato, aggiunge, che ''deve pero' tenere conto che viviamo in un Paese la sui storia e' inestricabilmente intrecciata alla vicenda del Cristianesimo e della Chiesa romana perche' si possa minimamente immaginare un reciproco disinteresse''. Fini fa anche riferimento alle parole di Giovanni Paolo II sul rispetto dovuto dalla politica ''alla centralita' della persona umana''. Una ''bussola'' per una societa' che ''richiede una nuova e forte 'dimensione etica'''. E per affrontare ''il forte incremento nella societa' italiana di nuovi movimenti religiosi di diversa origine culturale e geografica'', reso piu' ''complesso dal fatto che manca una legge di carattere generale che garantisca la liberta' religiosa'', il presidente della Camera suggerisce ''la stipulazione di intese con culti non cattolici'', che potrebbe dare ''un utile contributo''.

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