lunedì 30 giugno 2008

Gli ordini neo-templari




Nel 1948 Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes (1878-1960) – ultimo (ma non incontestato) erede di una lunga genealogia neo-templare che risale ai tempi della Rivoluzione francese – designa a succedergli come Gran Maestro il figlio Fernando Campello Pinto de Sousa Fontes (designazione contestata dai critici di quest’ultimo, che replica esibendo documenti registrati presso le autorità portoghesi); alla morte di Antonio, il 15 febbraio 1960 a Porto, Fernando assume il titolo di “Principe Reggente”. Peraltro, diverse branche nazionali avevano un’esistenza autonoma, non avendo riconosciuto l’autorità di Antonio. Altre branche nazionali si separano in occasione della successione di Fernando, dichiarandosi indipendenti.

Nel 1970, a Parigi, alcuni dei Gran Priorati che non accettano l’autorità di Antonio Sousa Fontes si riuniscono a Parigi e nominano Gran Maestro il maresciallo polacco Antoine Zdrojewski (†1988). Da questo momento esistono tre principali filiazioni internazionali: una di obbedienza Sousa Fontes; una di obbedienza Zdrojewski; e una che riunisce coloro che non riconoscono Sousa Fontes ma diffidano di Zdrojewski e delle voci che lo collegano al sottobosco dei servizi segreti francesi. Rendendo il quadro estremamente complicato, tutte le filiazioni usano sia la sigla latina OSMTH (Ordo Supremus Militari Templi Hierosolymitani) sia quella francese OSMTJ (Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem). Nascono pure una dozzina di altre organizzazioni e numerosi priorati nazionali “indipendenti”. Più tardi si formano varie federazioni internazionali, alcune peraltro di esistenza effimera. Gli scismi sono stati complicati negli ultimi anni dal desiderio – e dalla necessità – per tutti i gruppi neo-templari di prendere le distanze da una scheggia impazzita del loro movimento, l’Ordine del Tempio Solare, protagonista dei suicidi-omicidi del 1994-1997.


La filiazione che possiamo chiamare ex-Zdrojewski sopravvive in Svizzera con Alfred Zappelli e George Lamirand (†1994). Quest’ultimo, nel 1988, riunisce quello che rimane della filiazione ex-Zdrojewski al gruppo di uno dei pretendenti “autonomi” al ruolo di Gran Maestro, Pierre Pasleau (1932-2004), un personaggio assai noto nel mondo delle “massonerie di frangia” (da cui si era peraltro staccato nel 1991) e dei “vescovi vaganti”. La filiazione Pasleau, avendo incorporato dunque quella ex-Zdrojewski, è all’origine dell’attuale OR.MO.TE. (Organizzazione Mondiale dei Templari), mentre i seguaci di Sousa Fontes, continuano a dare vita a una serie di filiazioni autonome ma collegate e unite dal riconoscimento dell’autorità dell’anziano dirigente portoghese.

La più grande articolazione – ma anche il maggior numero di neotemplari presenti oggi nel mondo – si ha nell’ambiente di quei Gran Priorati che hanno rifiutato a suo tempo la guida sia di Sousa Fontes sia di Zdrojewski o Pasleau. Alcuni sono rimasti risolutamente autonomi. Altri hanno cercato di collegarsi in federazioni, e la città di Ginevra – dove opera peraltro anche la filiazione ex-Zdrojewski – è emersa come un centro importante di queste iniziative. All’interno del gruppo con sede “federale” a Ginevra si sono però manifestate divergenze – e occasionali alleanze – fra gruppi che fanno capo rispettivamente al belga Michel Van der Stock, a Nicolas Haimovici Hastier, e infine ai dirigenti dei più grandi e numerosi ordini inglesi e americani. Questi ultimi costituiscono nel 1999 l’OSMTH di Ginevra, debitamente registrato presso le autorità del Cantone e presieduto dall’ammiraglio statunistense (oggi in pensione) James J. Carey, che presiede anche la think thank conservatrice National Defense Committee. Questo OSMTH non è l’unica organizzazione neotemplare a portare questo nome, ma è probabilmente – con circa cinquemila membri – la più grande realtà contemporanea del neo-templarismo mondiale.

Semplificando, possiamo dunque schematizzare la linea principale del panorama neotemplare internazionale facendo riferimento a tre filiazioni: quella Sousa Fontes, quella Pasleau, e quella dei priorati dissidenti da Sousa Fontes ma non legati né a Pasleau né a Zdrojewski, a loro volta oggi divisi nelle tre principali filiazioni Van der Stock, Haimovici Hastier e Carey.

Le vicende italiane risentono di quelle internazionali, e non sono meno complesse. Il Gran Priorato italiano, come si è accennato, nel 1815 si dissocia da Fabré-Palaprat e dalle sue credenze “gioannite”. L’autonomia è ribadita al Capitolo tenuto a Venezia nel 1867, e – sia pure con non molti membri – il Gran Priorato continua la sua esistenza fino al 1945, quando il suo ultimo Reggente, Alessandro Vettori di San Marco e Valdorica, in carica dal 1925 e di idee politiche fasciste, è ucciso dai partigiani a Bologna. Prima di morire aveva affidato il destino dell’Ordine a cinque cavalieri, uno solo dei quali – Gastone Ventura (1906-1981), su cui si troveranno maggiori informazioni nella sezione de Le religioni in Italia dedicata al martinismo – sopravvive alla guerra, ma attende fino al 1964 per “risvegliare” l’Ordine.

In forza di una decisione presa da Gastone Ventura poco prima di morire, nel 1981, la Somma Reggenza del Gran Priorato Italiano - cioè dell'Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio, detto "Tempio Italiano" - è passata al capitano Salvatore Olivari, che tutt'oggi la esercita. A riferimenti simbolici e storici simili - ma senza relazioni di affiliazione (né di altro genere) con tale "Tempio Italiano" - si ispira anche l'Ordine dei Cavalieri Templari Cattolici d'Italia guidato da Giorgio Ferretti.

Diverse organizzazioni di obbedienza Sousa Fontes si costituiscono negli anni 1980. In data 19 febbraio 2005 lo stesso Sousa Fontes, impegnato in un tentativo di riorganizzazione mondiale dell’Ordine e con apposito decreto, istituisce un Gran Priorato d’Italia con giurisdizione su tutto il territorio italiano, nominando Gran Priore d’Italia la professoressa Leda Paola Tonon di Padova, in passato responsabile di un OSMTH-Gran Priorato Lombardo Veneto. A partire da questa data quindi, in linea di principio i Priorati e le numerose precettorie italiane di obbedienza Sousa Fontes, sono tutte riunite in un unico Gran Priorato d'Italia.

Quanto alla filiazione Pasleau (che, come si ha accennato, ha incorporato quella ex-Zdrojewski), è rappresentata in Italia da un OSMTJ – Gran Priorato della Lingua d’Italia, aderente all’OR.MO.TE. (di cui è anzi il principale animatore). Costituito come ONLUS il 25 luglio 2002, ha incorporato altre filiazioni minori e ha oggi sede a Montevecchia (Lecco).

Il nucleo attuale di questo Gran Priorato – il quale, dal canto sua, insiste sull’assenza nelle sue fila di qualunque legame massonico, sottolineando anzi la sua ispirazione cattolica e il fatto che le sue iniziazioni avvengono esclusivamente in chiese o abbazie cattoliche nel corso di cerimonie che comprendono la celebrazione della Messa – nasce da cavalieri da cui nel 1996 si era separato un gruppo legato a Haimovici Hastier. Quest’ultimo gruppo – la cui continuità è rivendicata, nonostante difficoltà sopravvenute nel 1997 con lo stesso Haimovici Hastier e attraverso una complessa successione che passa anche dall’obbedienza fondata nel 1988 dallo spagnolo Toro Garland, dall'OSMTJ – Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme, che ha avuto come Priore generale d’Italia (2004) Rosario Filippo Tomarchio e, dopo le dimissioni di questi, è stato retto prima (2005) da un Comitato di Reggenza che comprendeva Antonio Paris (che è anche Gran Maestro Mondiale della federazione internazionale OSMTHU, Ordine Sovrano Militare del Tempio Gerosolimitano Universale), Gennaro Luigi Nappo e Riccardo Vittorio Rossi, quindi (2006) dal nuovo Priore generale Raffaele Pariante, ancorché le relazioni attuali fra questo OSMTJ detto “Osservanza Pariante” e l’OSMTHU di Antonio Paris non sembrino esenti da conflitti – ha patito ulteriori divisioni interne, a partire da quella del triestino Walter Grandis, che ha dato vita a un suo priorato di filiazione Van der Stock chiamato Cavalieri Templari – O.S.M.T.J. Haimovici Hastier è invece tuttora riconosciuto come Gran Comandante Internazionale dal gruppo italiano denominato OSMTJ – Ordine dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme. Ma un buon numero di ex-seguaci di Haimovici Hastier si è invece legato a quella che, come si è accennato, è attualmente la più numerosa realtà neo-templare internazionale, l’OSMTH costituita nel 1999 a Ginevra, andando a fondare il Gran Priorato d’Italia OSMTH, cui corrisponde l’associazione civile Gran Priorato d’Italia dei Cavalieri del Tempio di Jérusalem, con Gran Priore Stelio Venceslai. Da Haimovici Hastier e Venceslai si era separato a sua volta nel novembre 1999 il Commendatore di Bologna, Maurizio Chiavari, dando vita a Roma all’Ordine dei Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme, vantando riconoscimenti di diversi Gran Priorati stranieri.

Ma il quadro che si è così delineato, anche solo con riferimento alla linea principale del neotemplarismo, è tutt’altro che completo, perché operano in Italia pure diversi gruppi semi-autonomi. A Torino, in particolare, tra il 1972 e il 1974 si costituisce un Priorato diretto da Ferruccio Castoldi (†1998), che cresce fino a una sessantina di unità, e cui le prime iniziazioni sono conferite direttamente da Sousa Fontes, che peraltro lo sottopone alla giurisdizione di Milano. La prolungata malattia e la morte di Castoldi riducono il Priorato a un’attività nominale, anche se la presenza di un personaggio noto sulla scena torinese come animatore di iniziative culturali e programmi televisivi, Gianluigi Marianini, gli conferisce una sua rilevanza mediatica. Nel 1996 un buon numero di cavalieri che avevano fatto parte del Priorato di Castoldi costituiscono l’Ordo Templi Hyerosolimitani - Militia Christi, indipendente rispetto a Sousa Fontes, guidato da Marco Sannino e Valter Maria Gatti. Dissensi fra i due animatori portano Gatti nel 1998 a fondare l’autonomo Ordine del Tempio, costituito in associazione nel 1999 e venuto allo scoperto nello stesso anno con una mostra presso l’Associazione Artistico Culturale “La Tesoriera” sulla storia templare. Le investiture di questo Ordine avvengono presso l’Abbazia di Staffarda, e l’Ordine – che ha anche nelle sue fila novizi e dame – conta una decina di cavalieri fra Piemonte e Veneto, fra cui un sacerdote cattolico.

Sullo sfondo di questa proliferazione apparentemente infinita di ordini e priorati rimane, come ai tempi di Fabré-Palaprat, la dialettica fra due polarità, una cattolica e una laico-massonica: fra chi sogna di ricostruire l’Ordine del Tempio nell’ambito della Chiesa cattolica e chi è di solito contemporaneamente neo-templare, martinista e massone regolare o “di frangia”.

B.: Del Supernus Ordo Equester Templi, cfr. la pubblicazione: Fra Mauro Giorgio Ferretti - Padre Giorgio Finotti d.O., Templari oggi. Pauperum Commilitonum Christi Templique Mariae, Aiep, San Marino 2004

Si veda anche l'Enciclopedia delle Nuove Religioni sul sito del CESNUR.

venerdì 20 giugno 2008

Valkyrie, Scientology e il Tom Cruise fotoritoccato


Non si placano le polemiche su Valkyrie, il thriller storico di Bryan Singer in cui Tom Cruise interpreta il colonnello tedesco Claus von Stauffenberg: ora spunta una foto palesemente ritoccata....

Di polemiche dietro a Valkyrie ce n'è già state diverse, e probabilmente ce ne saranno molte altre da qui all'uscita del film di Bryan Singer, a febbraio 2009. Una, in particolare, sta emergendo in questi giorni e coinvolge l'immagine di Tom Cruise, che interpreta il protagonista Claus von Stauffenberg. Quando circa un anno fa dovevano iniziare le riprese in Germania, la stampa locale si scagliò contro la star per via del suo coinvolgimento in Scientology. La setta, infatti, non è affatto ben vista in Germania, e l'idea che un eroe della patria venisse interpretato da uno Scientologista non piaceva affatto. Ma la vera polemica arriva da due foto che la United Artists alcuni mesi fa diffuse per dimostrare quanto Cruise fosse "in parte". Si tratta del confronto tra una foto del vero Claus von Stauffenberg e una di Cruise. Il rumor era che la foto di Stauffenberg fosse stata ritoccata per darle dei tratti più simili a quelli della star. Slate.com ha interprellato in questi giorni degli esperti, e a quanto pare la foto è stata veramente modificata, sebbene la United Artist continui a negare il fatto. Guardate voi stessi.

A sinistra trovate la vera foto di Stauffenberg (by Associated Press), al centro la foto diffusa dalla United Artist, a destra la foto di Cruise ad essa associata. Si può chiaramente notare la differenza tra il naso della foto a sinistra e quello della foto centrale, ma anche l'inclinazione della bocca e, soprattutto, la curva del mento, che nella foto al centro è quasi identica a quella di Cruise. Anche le sopracciglia hanno una incurvatura diversa, e se guardate bene le ombre degli zigomi della foto al centro sono state ritoccate per farla assomigliare alla foto di Cruise. E' stata anche aggiunta un'ombra al naso. Non viene neanche da chiedersi perché lo studio possa aver fatto un'operazione del genere: chiaramente si trattava di immagine, e l'impatto che ebbero quelle foto alcuni mesi fa è noto a tutti. Sorge un problema etico, ovviamente, e parlando di questo film non è neanche la prima volta (basti pensare alla polemica sul finto accento tedesco di Cruise nel film, poi smentito). Scritto da Christopher McQuarrie (I Soliti Sospetti), Valkyrie racconta la storia vera del complotto chiamato "Operazione Valkyrie" organizzato dal comandante Claus von Stauffenberg per spodestare Adolf Hitler. Nel cast del film oltre a Cruise anche Kenneth Branagh, Kevin McNally, Bill Nighy, Terrence Stamp, Christian Berkel, Patrick Wilson.

Fonte - Slate.com , 19 giugno 2008

martedì 17 giugno 2008

La Bibbia dei Testimoni di Geova è attendibile?


Esistono in merito alla Bibbia dei Testimoni di Geova (la «Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scriture») degli studi di validi specialisti del genere, dove si confrontano le diverse traduzioni e la loro attendibilità?



Giancarlo Apostoli
Risponde don Stefano Tarocchi, docente di Sacra Scrittura

Come il lettore sa ai Testimoni di Geova non è permessa nessuna interpretazione delle sacre scritture, in relazione alle quali debbono seguire l’orientamento ufficiale ad esse dato dal loro Comitato Direttivo. Per questo motivo i TdG sono incoraggiati a studiare la Bibbia principalmente attraverso le pubblicazioni e i testi pubblicati dalle società bibliche dei testimoni stessi. In queste pubblicazioni che esplicano la dottrina dei testimoni corredata, tra parentesi, da diversi versetti della Bibbia, a sostegno e con domande predisposte, riferite alla dottrina.
I TdG non ammettono dunque alcuna manifestazione di dissenso pubblica di un testimone rispetto all’interpretazione che fa il Corpo Direttivo, pena la scomunica dalla congregazione. Essi credono che la Bibbia sia l’esatta parola di Dio, rifiutando dunque anche un’interpretazione in chiave storica del testo.
Fino al 1950, i TdG non possedevano una Bibbia propria. La Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (New World Translation of the Holy Scriptures) è una traduzione moderna della Bibbia stampata a New York da società religiose in uso dai TdG. La Traduzione del Nuovo Mondo è successiva al credo dei TdG in quanto prima della sua pubblicazione utilizzavano nella loro predicazione traduzioni bibliche edite da altre società bibliche. La Traduzione del Nuovo Mondo non è la prima né l’unica Bibbia stampata dai TdG, in quanto dal 1926 stamparono in proprio alcune versioni fra cui la Bibbia di Re Giacomo (1611), la versione inglese più diffusa nel mondo anglosassone in quanto è la versione ufficiale (o autorizzata) dalla Chiesa Anglicana.
La Traduzione del Nuovo Mondo fu eseguita direttamente dall’ebraico, dall’aramaico e dal greco in inglese moderno da un comitato di TdG rimasti anonimi. Generalmente denota solo una cattiva conoscenza della lingua ebraica/aramaica da parte degli anonimi traduttori, ma in diversi casi vi sono anche importanti implicazioni dottrinali. Per la prima edizione si sa che alle riunioni per la traduzione parteciparono persone senza alcuna qualifica. Queste traduzioni sono rigorosamente anonime. Il motivo di ciò é rivelato da un ex-TdG : «La ragione dell’anonimato è duplice: 1) non si può controllare la competenza dei traduttori; 2) nessuno è responsabile della traduzione».
Questa traduzione fu inizialmente pubblicata in vari volumi, dal 1950 al 1960. Le successive edizioni in altre lingue, compresa quella in italiano, si basano non sui testi originali, ma sulla traduzione dall’inglese. Edizioni complete sono state pubblicate in una trentina di lingue, sempre con il medesimo criterio.
Nella traduzione italiana del 1986 ridotta ad un solo volume, priva di note in calce, tali note sono inserite direttamente nel testo in modo che non è possibile distinguere il testo dal commento. Tutta la Traduzione del Nuovo Mondo è caratterizzata, errori a parte, da un linguaggio italiano scadente. L’ultima revisione italiana è datata 1987.
Il lettore può approfondire l’argomento con i libri seguenti (solo una selezione!): S. M. De Paolis, TDG: forti biblisti? Esposizione di numerosi versetti incomprensibili, ridicoli o addirittura grotteschi presenti nella falsa Bibbia della Soc. Torre di Guardia, Segno, Tavagnacco 1998; P.A. Gramaglia, Perché non sono d’accordo con i Testimoni di Geova, Piemme, Casale Monferrato 1984; M. Introvigne, Le sètte cristiane: dai Testimoni di Geova al reverendo Moon, Mondadori, Milano 1990; L. Minuti, I testimoni di Geova non hanno la Bibbia, Colletti, Roma 1997; C. Weis, Testimoni di Geova: testimoni di Dio?: sussidio per il confronto critico con la dottrina dei testimoni di Geova, Edizioni paoline, Cinisello Balsamo 1987.

Fonte - Toscana Oggi, 09/04/2008

TOSCANA - Sospetti sull’esistenza di sette sataniche


FENOMENO INQUIETANTE

Sospetti sull’esistenza di sette sataniche

Elisa Cecchi
Resti di animali, tracce di riti e scritte ineggianti al diavolo in edifici in città, a Calci e Marina
PISA. Se a Firenze si riaprono i fascicoli sulle morti sospette dei boschi della Lunigiana, a Pisa il rischio di costituzione di sette sataniche trasuda dalle mura di alcuni edifici abbandonati della città. In molti casi si tratta soltanto di scritte tracciate a caso e prive di una chiara intenzione satanista. Sono moltissimi, infatti, i giovani che, spesso per incoscienza, spesso per noia, visitano gli edifici abbandonati alla periferia di Pisa lasciando scritte su qualche parete una traccia del proprio passaggio. In altri casi, se si scava più a fondo, si scoprono graffiti che sembrano tracciati con maggiore consapevolezza e chiaro riferimento ad un mondo occulto che niente ha a che fare con i movimenti dark o metal post-adolescenziali.
La distinzione, infatti, tra i ragazzi che in cerca di avventure stile “Goonies” si introducono in edifici in ristrutturazione o abbandonati, e protagonisti invece legati attivamente a gruppi satanisti attivi in Toscana sino dal 2000 è nettissima, e spesso sono proprio i ragazzi stessi a diventare testimoni di episodi inquietanti che sembrano dimostrare come alcuni luoghi della città siano divenuti ritrovo per messe nere od inquietanti rituali macabri.
È, a esempio, il caso dell’ex monastero trappista ormai abbandonato nelle vicinanze di Calci. Di giorno, moltissimi curiosi si introducono nelle vecchie cucine o nei sotterranei dell’edificio.
Di notte, in molti sono pronti a giurare che qualcosa di più inquietante accada lì dentro: sono proprio alcuni ragazzi, che fermiamo all’uscita del monastero, a raccontarci di scritte sataniche inquietanti e cadaveri di animali ritrovati all’interno del monastero pericolante.
«I riferimenti al satanismo sono evidenti - racconta un ragazzino - noi veniamo qui solo perché è un po’ un’avventura entrare nel monastero, non vogliamo fare niente di male. Ma probabilmente qualcun altro si, ed era lo stesso anche alla Motofides: un sacco di volte abbiamo trovato invocazioni a satana o scritte rovesciate».
E dai racconti di diversi ragazzi emergono particolari inquietanti, forse in parte frutto di fantasia ma confermati dai messaggi effettivamente presenti nei locali del monastero, dove i simboli satanici e le maledizioni sono ricorrenti: qualche ragazzo racconta di aver trovato anche cadaveri di faine e gatti, oltre che corde appese al soffitto e macchie di sangue.
Anche nel caso dell’edificio, ormai demolito, a Marina di Pisa, si racconta di scritte inquietanti tracciate sui muri, come croci rovesciate, pentacoli o numerologia satanica. Ma anche altri luoghi in provincia sono conosciuti come punti di ritrovo “occulti”: è il caso di ex ville ormai diroccate presenti lungo il percorso ciclabile delle Piagge o a Tirrenia.
Anche in questi casi basta osservare le pareti per accorgersi che, per scherzo o meno, qualcuno si è divertito ad evocare il diavolo con scritte rosse e nere che ricoprono i muri.
Quello dell’evocazione satanica è divenuto anche a Pisa, dunque,un fenomeno reale ma dai confini molto labili, che spaziano dallo scherzo alla leggenda metropolitana (sono moltissime le case della città divenute oggetto di leggenda senza che in realtà vi fosse mai accaduto niente), dalla suggestione creatasi in seguito alla recente sparizione di numerosi gatti neri a, forse, vere e proprie devianze potenzialmente pericolose: secondo gli esperti, in Toscana sarebbero infatti presenti circa 70 gruppi di satanisti composti da più di 500 membri.

Fonte - Il Tirreno, 16 giugno 2008

venerdì 13 giugno 2008

Tracce di Satana in Maremma


RITI DIABOLICI IN PROVINCIA - Ragazzi di 13 anni o poco più attirati dal mistero dell’occulto. Molti i resti di pratiche oscure

Tracce di Satana in Maremma

Claudio Bottinelli
Certa la presenza di sette «acide», formate da giovani
GROSSETO. Maremma, terra di Satana. Affermarlo è esagerato, e non esistono riscontri oggettivi - almeno secondo le forze dell’ordine - che portino ad affermare la presenza nella provincia di Grosseto, di sette sataniche organizzate. Ma è anche vero che tracce di messe nere, di riti diabolici, di malefici ogni tanto si trovano; e accade con una certa frequenza.
Più volte è accaduto in quel che resta dell’Abbazia di San Guglielmo, per esempio, e perfino in un campo alla periferia della città, verso l’aeroporto, c’è stata la segnalazione di strani rituali che gruppi di persone facevano nella notte lasciando sul terreno segni evidenti di riti satanici: candele disposte in certi modi, e addirittura soldi abbandonati in un oliveto. Neppure i cimiteri sono stati risparmiati ed è accaduto di trovare tombe devastate durante la notte o chiese profanate; è accaduto per esempio al cimitero di Sterpeto. Ed è stato trovato un casale nella zona di Alberese con muri dipinti di nero, candele bruciate, teschi; e la stessa cosa è accaduta a Roccatederighi. Secondo Maria Pia Gardini, dell’associazione Aris Toscana, «Grosseto e provincia pullulano di satanismo di tipo “fai da te”, poiché viene praticato da ragazzi di 13 e 14 anni che non sanno bene cosa significano i gesti che compiono. Solitamente si drogano, bevono alcool e dopo, nel momento del fervore, si colpiscono a vicenda oppure compiono gesti sacrileghi».
Una affermazione, questa della Gardini, sulla quale sembrano esserci numerose conferme. Come dimostrerebbe anche l’intervento di una insegnante della quale pubblichiamo l’intervista.
Sette sataniche? Il termine è grosso e sproporzionato.
Vero è invece - come risulta anche alla polizia e come è emerso nelle denunce di un paio di anni fa quando cinque giovani arrivarono a strappare le braccia a un Cristo in croce - che in Maremma sembra essere forte la presenza delle cosidette “sette acide” formate per lo più da giovani (dai 15 ai 25 anni, ma sopratutto minorenni) che si lasciano affascinare dal mistero dell’occulto, si inebriano di musiche cosiddette “diaboliche” e finiscono con il seguire persone più grandi che affascinano le loro menti con racconti sul diavolo e le inebriano con sostanze stupefacenti.
Chiudere gli occhi e far finta che questo non accada, in Maremma, vuol dire fare come gli struzzi. Sono realtà che i giovanissimi conoscono e che, alla fin fine, sono protagoniste dei riti notturni di cui ritrovano poi tracce qua e là, da Grosseto all’Argentario a Manciano e particolarmente attorno a Saturnia.
Voler tentare una mappa di questo mondo che guarda verso Satana è difficile, se non impossibile. Se però si ricorda che qualche anno fa la nostra provincia fu sede di un convegno nazionale sul diavolo, c’è da ritenere che la scelta del luogo non sia stata del tutto casuale. Ed è cosa certa che la Maremma è famosa da sempre per il gran numero di maghi e streghe, di persone che sono pronte a fare “fatture magiche” arrivando perfino a varcare le soglie della magia nera. Sono cose che fanno parte della cronaca di tanti anni. Cronaca che parla anche di una Maremma che è scelta talvolta da persone che abitano in altre province (Firenze e Siena soprattutto) che vengono quaggiù per fare i loro riti. La scarsa densità di popolazione in certe zone favorisce queste cose e d’altra parte che la Maremma fosse indicata come sede di sabbe e riunioni malefiche è cosa che risale fino al medioevo.
Oggi, poi, basta usare internet per impossessarsi di rituali per qualunque tipo di messa o rito diabolico. Ed è cosa da dare come certa che ci sono giovani che usano a man bassa questi siti “diabolici” per trarne ispirazione e suggerimenti. Forse anche spinti da una mancanza di valori che va facendosi sempre più pesante.
Parlare dunque in Maremma di sette sataniche capaci di sacrifici cruenti o di altri malefici appare eccessivo. Ma occhio a giovanissimi. Non sono pochi coloro che vengono attratti dal mistero e che, come dimostra l’intervista della professoressa che riportiamo, finiscono per prendere una brutta strada. Le cui conseguenze sono state ben delimitate dall’allora monsignore Angelo Scola, undici anni fa.

Fonte - IL TIRRENO, 11 giugno 2008

Satanismo: un po' di luce sul mondo delle ombre


Alla luce degli ultimi eventi di cronaca nera legati a gruppi di cosiddetti “adoratori di Satana”, aumenta la curiosità attorno a fenomeni così inquietanti. Ci chiediamo quindi cosa si intende esattamente col termine “satanismo” e quali sono le sue origini storiche. Secondo il sociologo Massimo Introvigne, uno dei maggiori esperti italiani di culti esoterici, si possono distinguere ben quattro ceppi, a ciascuno dei quali si ispirano poi i vari gruppi di satanisti. Esiste il Satanismo “razionalista”, che vede Satana semplicemente come un simbolo del male ed ha una visione del mondo anticristiana, edonista ed immorale. C'è il Satanismo “occultista”, il quale accetta la versione biblica della Creazione e della cacciata degli angeli ribelli dal paradiso, schierandosi ovviamente dalla parte di questi ultimi. Il Satanismo “acido”, dove il diavolo è solo una figura pretestuosa per organizzare incontri a sfondo sessuale e orgiastico, dove si sottopongono a pressioni psicologiche i partecipanti (adepti) e si assumono varie sostanze allucinogene e stupefacenti. Per ultimo abbiamo il cosiddetto Luciferismo, dove il diavolo viene appunto chiamato Lucifero (angelo della luce), e si venera non in quanto incarnazione del male bensì come un angelo che si è ribellato alla perfidia di un dio prepotente.
In Italia esistono varie sette, tuttora attive e che contano al loro interno numerosi adepti. Per esempio esiste una setta chiamata “i bambini di Satana”, che è la più famosa. È stata fondata da Marco Dimitri, (il quale si autodefinisce incarnazione del diavolo), conta circa 60 adepti, ha sede a Bologna e rientra nel gruppo del satanismo razionalista. Altra setta di una certa importanza è quella delle cosiddette “Chiese di Satana di Torino”, che vanta più o meno seicento seguaci. Al loro interno si celebrano vere e proprie messe nere, in cui viene venerato Satana e rinnegato Dio; si utilizzano amuleti, crocifissi messi al contrario e profanati. Questa setta, quindi, è da annoverare nel gruppo del satanismo occultista. Efrem del Gatto è il fondatore di un'altra importante setta, di impronta luciferina, che conta 150 adepti ed ha sede a Roma: la “Confraternita Luciferina”. Durante le messe nere si eseguono autoflaggellazioni come sacrificio a Lucifero, inteso come “principe perfetto della luce”. A Bassano del Grappa, invece, ha sede una setta clandestina, il “Cerchio satanico”, ispirata alle azioni e al pensiero di Charles Manson, ed ovviamente appartiene al ceppo satanista acido. Altra setta clandestina è quella dei “Figli di Satana”, di ceppo razionalista, attiva in Piemonte e dedita soprattutto alla profanazione di cimiteri di campagna. Un gruppo misterioso e tutto al femminile, scoperto di recente a Pescara è quello chiamato “Ierudole di Ishtar”. Infine il più importante gruppo satanico americano, fondato da Michael Aquino nel 1975: “Il tempio di Seth”, la cui filiale italiana si trova a Napoli, che appartiene al gruppo razionalista. Insomma, da cosa deriva tutta questa morbosa attrazione verso Satana? Forse è direttamente proporzionale al silenzio che c'è a riguardo. A pensarci bene, il diavolo con tutto ciò che lo circonda è forse rimasto l'ultimo dei tabù di questo secolo all'avanguardia.

Fonte - 055.it, 12 Giugno 2008

mercoledì 11 giugno 2008

Feste dark fra Prato e la Lucchesia è qui che Satana ha allevato la setta


I quattro indagati per la morte di una donna frequentavano raduni in onore del marchese De Sade

Feste dark fra Prato e la Lucchesia
è qui che Satana ha allevato la setta

Laura Montanari
A questi ritrovi esoterici si affollano anche 5-600 persone alla volta e vi si accede soltanto su invito strettamente riservato
Il gruppo omicida si sarebbe costituito fra il 2000 e il 2001 partecipando agli eventi ospitati in una villa di Montemurlo
Gli accusati sono due uomini e due donne tra i 25 e i 27 anni, vivono fra Firenze e Pistoia
Uno fa l´operaio, gli altri tre sono disoccupati. Il delitto dovrebbe risalire al 2004
Un giro di feste dark e di altre stranezze, di musiche oscure, ritmi gotici mescolati a passioni per l´occulto. Inviti strettamente personali che girano fra una cerchia di adepti fidati, gente che apprezza serate all´insegna di discutibili motti del tipo: «nei rapporti interpersonali è sempre necessaria un´arma da taglio». Tra Firenze, Prato, la Lucchesia e il Bolognese, un giro di locali notturni, ma anche di ville abbandonate e casolari a pezzi dove si ritrovavano per «la nuit de Sade» o la festa delle bambole cinque o sei cento persone. E´ in questo giro dark che la squadra mobile di Firenze sta cercando di ricostruire incontri e movimenti dei quattro giovani accusati di aver fatto parte di una setta satanica. Gli adepti del «satanismo acido» una pratica che definisce forme rituali di messe nere, orge, droga, violenze. Sono giovani fra i 25 e i 27 anni, due ragazzi e due ragazze, accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Tutto nasce da un diario lasciato aperto da una ragazza e letto dal padre: «Qualche tempo fa abbiamo fatto un rito satanico. C´è stata un´orgia alla fine della quale una donna è stata uccisa». Il genitore si gela, strappa la pagina e la consegna alla polizia. Le indagini cominciano da lì e sono difficili. Grazie a qualche altro dettaglio trovato nel diario della ragazza si incrociano i dati con un´altra inchiesta, quella del ritrovamento di ossa umane in un sacco il 21 giugno 2006 ai bordi dell´autostrada A1, fra Barberino del Mugello e Roncobilaccio. Quello scheletro senza il teschio, senza cinque vertebre e privo anche delle parti inferiori delle braccia e delle gambe, potrebbe essere appartenuto a una prostituta dell´Est, età approssimativa intorno ai 25 anni, uccisa nel 2004 secondo gli accertamenti del medico legale. Nessuno ne ha mai denunciato la scomparsa, ma adesso gli investigatori sono convinti che quella donna sarebbe stata uccisa in un piccolo cimitero del Mugello proprio nel corso di un sacrificio satanico. Il gruppo secondo i primi accertamenti si sarebbe costituito fra il 2000 e il 2001, sabato mattina sono scattate anche ventitré perquisizioni di cui undici a Prato, le altre tra Firenze, Lucca, Livorno, Siena e Pistoia. Moltissimo il materiale sequestrato, gli agenti hanno recuperato due teschi umani su cui sono stati subito avviati degli accertamenti per risalire ai luoghi da cui sono stati prelevati, probabilmente dei cimiteri. Sequestrate anche spade, mantelli, monili con simboli satanisti, cd musicali con testi particolarmente violenti. Alcune delle persone perquisite oggi non fanno più parte della setta che avrebbe nel frattempo continuato a celebrare dei riti esoterici la notte nei cimiteri o nei locali dove si esibiscono delle band death metal, in ville prese in affitto o in ville abbandonate nella campagna tra Firenze e Prato. Uno dei luoghi simbolo del gruppo toscano (in contatto anche con persone che venivano da altre regioni e che si davano appuntamento in occasione dei dark-party) era la struttura dell´ex Cicognini di Prato dove sono state trovate scritte sui muri, resti di ceri rossi e neri, macchie di sangue di piccoli animali probabilmente sacrificati nel corso delle messe nere.
Il fenomeno del satanismo in Toscana è in crescita e raccoglie adepti soprattutto tra i giovani già a partite dai quindici anni. Secondo gli esperti, nella regione sono attivi una settantina di gruppi con oltre cinquecento aderenti. Le zone dove il fenomeno è più diffuso sono la Lunigiana, la Versilia (l´area di Viareggio in particolare), l´area metropolitana di Firenze-Prato-Pistoia compreso il Mugello, il Casentino e la Maremma. Una testimonianza viene anche dal fatto che nelle settimane scorse, in Lombardia, è stato riaperto il caso di Fabio Rapalli, l´uomo trovato morto il 7 settembre del 1996 a Pontremoli (Massa Carrara). Il decesso venne catalogato come suicidio, ma da settimane gli inquirenti che indagano sulle «Bestie di satana» hanno deciso di fare luce sull´episodio ritenendo che il suicidio possa essere stato indotto nell´ambito dei riti imposti dalla setta.

Fonte - La Repubblica, edizione di Firenze, 09 giugno 2008