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sabato 28 marzo 2009

Messina. Allarme satanismo: in occasione dell’equinozio di primavera seguaci di Belzebù all’opera nel cimitero monumentale


Tombe profanate e cadaveri esumati. I resti dei morti sparsi a terra, e sui monumenti funebri il numero del diavolo Indaga la Procura. La città dello Stretto si riconferma una delle capitali dell’esoterismo preferite dai satanismi e dalle sette di Alessandra Serio Messina. E' allarme satanismo nella città dello Stretto: la polizia municipale ha scoperto segni inquietanti nel Gran Camposanto. Qualcuno aveva infatti profanato diverse tombe – alcune di bambini – e i cadaveri erano stati spogliati degli indumenti, che erano stati poi sparsi a terra assieme ad altri resti di umani. Pochi dubbi che si tratti di tracce di messe nere. Quella della notte tra venerdì e sabato, infatti, non è una data scelta a caso. L'equinozio di primavera è un appuntamento cruciale per la celebrazione di tutti i riti misterici.  Poco meno di un mese fa, inoltre, il Cimitero monumentale di Messina – uno dei più belli d'Italia – era stato preso di mira dai vandali che avevano devastato la cappella dell'Arciconfraternita dei Catalani. Proprio in quel caso, gli uomini del comandante Calogero Ferlisi avevano trovato un foglio che riportava alcune date, compreso il 21 marzo. Un vero e proprio calendario satanico, quindi. Grazie a quell'indizio, gli agenti hanno compiuto un blitz a mezzanotte di due giorni fa e filmato il risultato del passaggio degli adoratori di Satana. Tra le tombe prese di mira, anche quelle di cittadini illustri – Tommaso Canonizzaro e Giuseppe La Farina – sulle quali è stato segnato il numero del diavolo 666. Le immagini riprese sono state consegnate alla magistratura per gli accertamenti. Il dossier che è ora al vaglio della Procura. Non è comunque il primo segno dell'attivismo dei fan di Belzebù a Messina, seconda solo a Torino per il numero di aderenti a sette di vario genere. In città ne sono state censite tre, ma a pare che ce ne siano almeno cinque. I luoghi dove vengono consumate le celebrazioni sono Montepiselli, Gavitelli, Tremonti e, nella zona di Acqualadroni, un tempio sconsacrato. I satanisti sono molto attivi anche nella provincia: nella zona jonica, a Itala e dintorni, come sulla riviera opposta, nei piccoli centri alle porte di Messina come Venetico. In città è il Gran Camposanto a risentire degli effetti dei raid dei fedeli del diavolo. Periodicamente vengono registrati atti di sciacallaggio che finiscono al centro di interrogazioni consiliari. Poi, torna il silenzio. E le blande misure di protezione adottate finora, non bastano a scoraggiare i profanatori. I segnali inequivocabili sono tombe profanate, scritte simboliche sui muri e statue e cappelle di Confraternite distrutte. E dappertutto resti di cadaveri spesso rinvenuti anche fuori dalle mura del Cimitero. E' capitato più volte alla scuola media Enzo Drago, ad esempio, dove davanti all'ingresso qualcuno ha lasciato il teschio di un bambino. Messina si riconferma quindi capitale dell'esoterismo. Vi sono un altissimo numero di logge massoniche – e diverse praticano i riti esoterici – così come di sette sataniche.  Fenomeni molto diversi tra loro e altrettanto distanti dall'attivismo delle molte confraternite e dai due noti preti esorcisti: attivo il primo nella zona sud, l'altro nella zona nord della città ed entrambi molto conosciuti. Grazie alla città dello Stretto, ma anche ad altre cittadine siciliane, l'isola si colloca al quarto posto per episodi censiti di riti che hanno a che fare con la magia nera. Un fenomeno in crescita, dicono gli studi, soprattutto tra i giovanissimi.

Fonte - La Sicilia, domenica 22 marzo 2009, pag. 8

venerdì 20 febbraio 2009

L'ombra del satanismo su Meredith. Trovati coltelli e candele nella casa


La casa del delitto Kercher potrebbe essere diventato un luogo di non meglio precisate "cerimonie" esoteriche. Ignoti sono entrati nella abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher, mettendo a soqquadro l'appartamento e lasciandovi alcuni grandi coltelli ed una candela. Il fatto è stato scoperto oggi nel corso delle operazioni per la restituzione di alcuni oggetti ancora nella casa alle due coinquiline italiane della vittima e di Amanda Knox, la giovane americana accusata del delitto. Sono in corso indagini da parte della squadra mobile della questura di Perugia coordinate dalla locale procura.
I coltelli, quattro, di grandi dimensioni e del tipo da cucina, sono stati posizionati - si è appreso dagli inquirenti - in modo molto visibile sul pavimento della cucina. Uno era sopra una busta di plastica blu della polizia di stato solitamente impiegata per il "repertamento" di oggetti, ma non in uso alla questura del capoluogo umbro. Un altro dei coltelli era su un mobile davanti ad una delle camere. Nell'appartamento la polizia ha trovato anche una candela usata. Nella camera dove venne uccisa Meredith sarebbe stata trovata della cera ma su quest'aspetto sono ancora in corso accertamenti. Gli investigatori - sempre in base a quanto si è appreso - hanno accertato che per entrare nella casa è stato sfondato un vetro di una finestra sulla terrazza collocata sul retro, che dà sulla cucina.L'abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher è sotto sequestro dai momenti immediatamente successivi al ritrovamento del cadavere, avvenuto la mattina del 2 novembre 2007. Attualmente è in corso davanti alla Corte d'assise di Perugia il processo ad Amanda Knox e al suo ex fidanzato Raffaele Sollecito, accusati del delitto.

Nel corso delle ultime udienze i giudici hanno autorizzato le due coinquiline italiane a prelevare gli oggetti ancora in casa. Questo il motivo del sopralluogo di oggi che ha portato all'inquietante scoperta. Per il delitto è già stato condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato Rudy Guede. Tutti gli imputati si sono comunque sempre proclamati estranei a ogni addebito.

IL LEGALE ALLIBITO "È una brutta storia e rimango allibito e inquietato": così l'avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile per la famiglia Kercher, ha commentato l'intrusione nella casa dove venne uccisa la studentessa. Secondo il legale quanto successo "onferma l'attenzione che c'è su questa vicenda". "La speranza - ha concluso Maresca - è che si faccia chiarezza al più presto".


Fonte - Affaritaliani.it, 18 febbraio 2009

martedì 20 gennaio 2009

Tossicodipendenza e satanismo: fattori trasversali della devianza giovanile


La devianza costituisce l'esito peggiore di un processo che inizia con la marginalità, rappresenta il polo opposto alla normalità ed indica tutti gli atti contrari alle norme, alle regole, ai modelli o alle aspettative di una data società.

Parlare di devianza giovanile significa parlare di devianza tradizionale, di ragazzi della mafia, della mafiosità senza mafia, di ragazzi stranieri, di ultras e naziskin, del bullismo e del malessere del benessere, tutti con un unico denominatore: i soggetti devianti sono soprattutto adolescenti, poiché l'adolescente vive come un equilibrista fra devianza e normalità. Tra le cause della devianza giovanile si possono annoverare l'appartenenza ad aree di degrado, dove spesso l'unica legge che vige e vale è quella della strada; il gruppo e le sue logiche; il rapporto conflittuale tra adolescente ed agenzie di socializzazione (tra cui la famiglia e la scuola), che può portare ad una mancata acquisizione di norme culturali e di convivenza. Ma tra le cause si possono annoverare anche la noia, il consumismo, la trasgressione, la sfida ed il nichilismo, l'ospite inquietante che secondo Umberto Galimberti si aggira tra i giovani di quest’epoca rendendoli disincantati, disinteressati ed emotivamente analfabeti.

La tossicodipendenza ed il satanismo sono due fattori trasversali delle varie tipologie di devianza.

La dipendenza è quella condizione per cui una persona si trova nell'impossibilità o incapacità di determinare da sola le condizioni della sua vita. Le dipendenze più diffuse tra i giovani sono la dipendenza da sostanze stupefacenti e psicotrope (marijuana, cocaina, eroina, ecstasy ed LSD le più conosciute), la dipendenza dal fumo, da alcol, dal cibo (anoressia, bulimia e obesità psicologica), la dipendenza da gioco (play station, videopoker, scommesse), e le cosiddette new addiction ovvero tutte le dipendenze da tecnologia che sempre più è alla portata dei giovani di tutto il mondo come Internet ed il cellulare. Da citare infine gli anabolizzanti e gli integratori utilizzati nella pratica sportiva rientranti nel cosiddetto doping sportivo o fai-da-te.

Il fenomeno tossicodipendenza può essere considerato sotto diversi aspetti e prospettive, a seconda che il punto di vista sia biomedico, sociologico e/o psicologico. La prospettiva biomedica sostiene che la droga costituirebbe un agente patogeno che, alla pari di un virus, produrrebbe una data patologia; quella sociologica sostiene che il contesto socio-culturale e la famiglia di appartenenza abbiano un ruolo significativo; infine la prospettiva psicologica sposta l'attenzione dalla sostanza alla persona che ne fa uso e ad una possibile manifestazione di un qualche disagio intrapsichico. Tante sono le cause e le motivazioni legate al fenomeno. Una famiglia dove non vi sono regole o ve ne sono troppe accompagnate da una mancanza di comunicazione tra genitori e figli costituiscono le principali cause familiari. Tra le cause amicali, invece, vi è il gruppo e l'adozione di comportamenti devianti frutto di conformismo. L'essere sempre all'altezza, brillanti e socievoli può portare molti ragazzi ad aiutarsi con una qualche sostanza chimica; ed infine la personalità di un soggetto, specie se adolescente e quindi magari fragile, insicuro e alla ricerca di una propria identità.

Il satanismo è un culto che prevede l'adorazione di Satana e la divinazione di se stessi, e che ha avuto un'evoluzione storica dal XVII secolo sino ai nostri giorni. Vi sono varie tipologie di satanismo: razionalista, occultista, acido ed il luciferismo, le più note.

Il satanismo razionalista non crede in Satana come persona ma promuove un percorso arduo fatto di autodisciplina e autocontrollo per raggiungere la saggezza universale.

Quello occultista, invece, crede nell'entità di Satana che può essere invocata e con cui si può entrare in un rapporto diretto.

L'uso di sostanze stupefacenti e psicotrope, le azioni violente e gli abusi psicologi caratterizzano il satanismo acido, dove il culto del diavolo è solo un pretesto per fare altro, appunto.

Il Luciferismo venera Lucifero e rappresenta un satanismo di orientamento manicheo e gnostico.

Una differenza importante da fare è quella tra satanismo degli adulti e satanismo giovanile o selvaggio: il primo è organizzato, censibile e simbolo del malessere del benessere; il secondo è male organizzato, più pericoloso del primo e difficile da censire. La setta è definibile come un'unità sociologica avente un capo spirituale, il quale ha come principali armi il controllo mentale e la manipolazione psicologica; degli adepti che tendono a perdere ogni concezione di se stessi e a sottomettersi alla volontà del capo; delle regole rigide di comportamento ed un forte sentimento di appartenenza al gruppo. Le sette sataniche hanno delle ricorrenze che celebrano, come il 31 ottobre in cui ricorre Capodanno di Satana, simboli come il Pentacolo o il 666, il famoso numero del diavolo, dei luoghi di ritrovo come vecchi casolari di campagna, cimiteri e ville isolate, ed una certa tipologia di musica rock che costituisce il link di reclutamento principale degli adolescenti. Tra le cause e motivazioni del fenomeno vi sono le cosiddette variabili sociali come l'individualismo, la delusione nei confronti della Chiesa Cattolica, il consumismo, l'edonismo ed il materialismo. L'inadeguatezza sociale, l'insicurezza, la bassa autostima, il masochismo e la solitudine sono le principali variabili psicologiche, invece. Tra le altre cause sono da citare un’educazione familiare rigida e delle possibili esperienze di abuso fisico e/o psicologico.

Il dottor Giuseppe Benevento è uno psicologo e psicoterapeuta che lavora presso il Ser.T Servizio di Tossicodipendenza di Matera e che quindi quotidianamente cerca di combattere il fenomeno tossicodipendenza. Dall’intervista che gli ho rivolto è venuta fuori una difficoltà da parte dei ragazzi a riconoscersi come tossicodipendenti per via di un possibile ed inevitabile etichettamento sociale; una prevalenza di soggetti maschi tra l’utenza del Ser.T; l’isolamento sociale, una pubblicità deleteria, una spinta al consumo e agli interessi economici tra le principali cause della tossicodipendenza giovanile; un successo terapeutico non sempre assicurato ed infine l’importanza della prevenzione nelle scuole, dei controlli statali e di una presa di coscienza seria del problema da parte degli organi politici.

L'intervista sul tema “satanismo giovanile” è stata rivolta alla dottoressa Lorita Tinelli, psicologa clinica, grafologa, criminologa, docente e presidente del CESAP Centro Studi Abusi Psicologici, centro che effettua accoglienza, sostegno e consulenza a vittime di culti distruttivi e totalitari e che cerca di combattere la manipolazione psicologica operata dalle sette. La dottoressa sostiene che 5 adolescenti su 10 tra coloro che ha conosciuto si sono avvicinati al campo dell’occulto, ma che sono gli adulti che proseguono il percorso; la voglia di trasgressione dei giovani, come il riferimento a Marylin Manson (noto cantante controverso e simbolo di trasgressione) è la principale causa del fenomeno; la duttilità dei ragazzi e la loro consapevolezza di ciò che vivono o hanno vissuto ed infine l’importanza della sensibilizzazione ed informazione per la prevenzione del problema.

A mio parere oggi la trasgressione vera e propria è la normalità, è l’ancoraggio a dei valori solidi, alla famiglia, agli amici, all’istruzione come preparazione alla vita futura. Senza contare che gli adolescenti protagonisti di questo lavoro rappresentano una piccola fetta di un universo giovanile multi- sfaccettato, colorato e multivariato. Così, accanto a chi va fiero di partecipare ad un rituale satanico, c’è anche chi è orgoglioso di recarsi la domenica a messa; accanto a chi si sente grande per aver bevuto un superalcolico in discoteca, c’è anche chi si ritiene maturo per aver bevuto un bicchiere di succo di frutta, perché deve tornare a casa con la propria auto e ci tiene alla sua vita e a quella degli altri; c’è chi si cala mezza pasticca di ecstasy per “viaggiare”, e chi il viaggio lo fa veramente, magari per studio o con qualche associazione di volontariato per aiutare gli altri ma prima ancora per aiutare se stessi; c’è chi, infine, si uccide perché non ha più stimoli o peggio ancora chi rimane in vita ma è morto dentro, e non sorride mai, pur avendo agi , prestigio, bellezza e salute (malessere del benessere) e chi, sfortunatamente, tutte queste cose non ce le ha perché si ritrova su una sedia a rotelle o è affetto da un male incurabile, ma quello che non perderà mai è il sorriso e l’amore per la vita.

I giovani non devono essere considerati un problema dalla società, ma una grande risorsa per essa e per il suo futuro. Perché i giovani sono la società, quella del presente e quella del futuro.

Fonte - CESAP, Dott.ssa Quattromini Olimpia, Tratto dall'omonima tesi di laurea discussa nell'Ottobre 2008

29/10/2008

mercoledì 12 novembre 2008

Bestie di Satana, Paolo Leoni: il processo influenzato da pentiti e falsi testimoni


Le sentenze non hanno mai dimostrato l'esistenza della setta

Ringrazio la Voce d'Italia per l'opportunità che mi è stata concessa. Io sono Paolo Leoni (“Ozzy”), e scrivo dal carcere di Sanremo. Sarebbe inutile dire che sono innocente, perché per la legge italiana sono colpevole “al di là di ogni ragionevole dubbio”, anche se ribadisco la mia totale estraneità ai fatti che mi sono stati contestati. Vorrei fare capire ai lettori che non è facile, ma non mi arrenderò mai. Farò tutti i ricorsi possibili per far emergere il fatto che nel mio caso è stato svolto un processo ingiusto, non equo. Ovviamente non può bastare una sola lettera per evidenziare le varie scorrettezze e ci vorrà del tempo, ma vi posso assicurare (atti alla mano) che molte “certezze” divulgate sono state smentite. Mi riferisco anche alle bufale riportate in più libri scritti ancora prima del processo. In pochi infatti sanno chel'esistenza della setta denominata “Bestie di Satana” non è mai stata dimostrata, e per questo il reato di “associazione per delinquere” è stato escluso in tutte le sedi processuali. Col tempo farò un quadro completo, ma per il momento mi limito alla mia posizione. 

L'opinione pubblica deve sapere che nel dispositivo/ordinanza dei reati contestati, io non risulto né come capo né come leader. Solo nei Tg e in varie trasmissioni vengo definito leader o “frontman”, come qualcuno ha voluto definirmi. Eppure durante il processo è emerso che io ero il leader perché offrivo da bere (essendo stipendiato), per il mio rapporto con le ragazze, perché a 18 anni avevo già la macchina, e per il mio modo di apparire. Sì, in effetti ero l'unico ad avere gli occhi azzurri e i capelli biondi, ero di mole superiore in confronto ad altri. Ma il mio abbigliamento (giubbotto “chiodo”, borchie, tatuaggi, vestiti neri) non era differente da quello di centinaia di altre persone che frequentavo. Mi riferisco aimetallari che da sempre vengono giudicati in modo sbagliato e superficiale da persone che ovviamente sono estranee alla musica metal. Nel mio processo la musica metal viene utilizzata come collante per il satanismo, ma paradossalmente di satanismo nel processo in questione non se ne parla. Strano vero? La prima domanda che vorrei porre è questa: si può definire leader una persona solo perché offriva da bere, per la mole e per i rapporti con le altre ragazze? L'accusa lo ha fatto. Da certi studi approfonditi questi elementi non bastano, ma lasciamo stare. Come ho scritto ci sono molte cose strane e assurde. Definirmi leader è solo una molecola in confronto a svariate discrepanze molto più gravi. 

Per quanto mi riguarda, svariati testimoni hanno dichiarato che io avrei inseguito una persona per ucciderla. L'avrei seguita sotto il tunnel della metropolitana. In Italia il tentato omicidio è un'accusa gravissima: ebbene, quando durante il mio esame ho chiesto di ascoltare il presunto inseguito, la corte l'ha chiamato con l'art. 507 cpp. Una volta interrogato, ha smentito il fatto, attribuendo il ruolo di inseguito ad uno dei “testimoni” che mi stavano accusando,smentendo di fatto quei testimoni definiti “chiave” dall'accusa. Anche la calunnia è un'accusa gravissima, come l'omissione commessa dalla corte su questo argomento. Negli Usa, a quest'ora, se si fosse svolto un processo come nel mio caso, i “pentiti” si troverebbero nel braccio della morte (dipende dallo Stato), oppure con pene molto più elevate. I falsi testimoni sarebbero finiti in carcere oppure avrebbero pagato una cauzione più una multa milionaria. Ma soprattutto la giuria avrebbe valutato tutte le prove, ed avrebbe assolto gli innocenti. In Italia, in teoria, con il minimo dubbio si deve assolvere. 

Io, col tempo, sono sicuro al 100% che farò dubitare anche il più accanito colpevolista. Non mi baso solo sulla mia parola, ma sulle carte processuali, sugli atti separati dalle sentenze ma depositati, sulle prove, sulle ricostruzioni logiche, e non fantasiose come quelle dell'accusa. Sono sicuro di farvi dubitare perché in carcere ci sono i giudici più “colpevolisti” (dei detenuti). Se sono riuscito a far dubitare loro sono sicuro di riuscirci con chiunque. Io dimostrerò la mia innocenza in sede processuale, ma voglio far riflettere voi lettori. Quello che è capitato a me poteva capitare ad altri. Purtroppoesistono i pentiti “di comodo”; non sono pentiti veri, e sempre col tempo vi dimostrerò che non è così assurdo trovarsi rinchiusi in carcere senza aver fatto nulla per meritarlo. Prima di chiudere vorrei porre un'ultima domanda: perché questo caso mediatico non è stato preso in considerazione con tutti i suoi pro e contro? Vi assicuro che i punti di scontro sono centinaia, e non si tratta di piccoli dettagli. Vi saluto, augurandomi che riusciate ad ascoltare differenti versioni.

Fonte - http://www.voceditalia.it/, Paolo Leoni, 12/11/2008

lunedì 20 ottobre 2008

Salerno: bara e ossa bruciate nel Cilento, è satanismo?



Stando ad una prima analisi del contenuto della cassa mortuaria, si tratterebbe di alcune piccole ossa di un bambino o di una donna, per questo non è esclusa nessuna ipotesi neppure quella di possibili riti satanici

Costiera Cilentana. Macabra scoperta stamani nei pressi del cimitero di Rutino, uno dei caratteristici paesi del Cilento. Qui, è stata rinvnuta una bara semicarbonizzata con alcune ossa umane all'interno, anch'esse quasi completamente distrutte dalle fiamme.

Sulla vicenda (la bara è stata ritrovata a pochi metri dall'ingresso del complesso cimiteriale del piccolo comune) indagano i carabinieri della stazione di Rutino coordinati dal sostituto procuratore Renato Martusciello della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. L'attività d'intelligence si muove in varie direzioni, anche tra eventuali sette sataniche. I carabinieri stanno infatti vagliando gli elementi a disposizione per ricostruire i fatti e risalire ai responsabili.

Stando ad una prima analisi del contenuto della cassa mortuaria, si tratterebbe di alcune piccole ossa di un bambino o di una donna. Per questo non è esclusa nessuna ipotesi neppure quella di possibili riti satanici, come ha sottolineato il procuratore capo della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania Alfredo Greco all'agenzia Ansa.

''Per ora sappiamo solo che quelle all'interno della bara sono effettivamente ossa umane - ha commentato il magistrato all'Ansa - Al momento non possiamo escludere alcuna ipotesi, neppure quella riconducibile a riti satanici''. Contrario all'ipotesi di una pista satanica è, invece, il sindaco di Rutino, Michele Voira, secondo il quale potrebbe trattarsi della riesumazione di un defunto la cui morte è avvenuta decenni addietro.

"Le sue ossa potrebbero essere state sistemate in una cassetta per lasciare libero il loculo - ha detto il sindaco di Rutino sepre all'agenzia Ansa - Potrebbero essere stati gli stessi famigliari del defunto. Del resto, la traslazione, oggi regolamentata dalla legge, in passato era un fatto privato, e le famiglie, anche dalle nostre parti, si preoccupavano di eseguire traslazioni senza chiedere alcuna autorizzazione. Comunque, le forze dell'ordine stanno effettuando le indagini e speriamo di giungere presto alla verità".


Fonte - Il foglio Costa d'Amalfi),17/10/2008

giovedì 2 ottobre 2008

Falso prete accusato di violenza


In un anno il Gris della Diocesi riminese ha raccolto 16 denunce. Le segnalazioni riguardano aggregazioni di stampo new age, Testimoni di Geova, gruppi para-cristiani, orientali, a probabile sfondo satanico, sensitivi e cartomanti, pseudomedici, occultisti e legati alla teosofia

Rimini, 1 ottobre 2008 - Bacciolino purtroppo non è l’unico caso. E se a Rimini gruppi pseudo-religiosi e sette non dilagano, sono in buona salute. Lo dimostrano - tra i tanti segnali che si possono cogliere - le sedici denunce che il Gris (Gruppo di ricerca ed informazione socio-religiosa) della Diocesi di Rimini ha ricevuto (e verificato) nel corso dell'ultimo anno, grazie soprattutto al servizio Sos Sette.

Tre operatori rispondono al 331/4752968 (dalle 10 alle 13), 333/6676718 (ore 13-15) e 333/6678395 (21-23). Di queste dieci sono pervenute via telefono, quattro attraverso contatti personali e solo due per e-mail. In quattro casi, il Gris ha offerto supporto psicologico, in due occasioni anche consulenza legale. "Continuano a crescere le segnalazioni relative all’attività di sette e movimenti neospiritualisti di diversa estrazione e modus operandi, spiega il direttore del Gris, Adolfo Morganti, fresco di nomina a responsabile nazionale per la formazione. A livello penale, sono due i processi in corso a Rimini, di cui uno vede imputato uno pseudo-prete di una frangia ‘cattolica’ accusato di violenza sessuale su minori".


Quali sette e gruppi riguardano le segnalazioni ricevute dal Gris? Il maggior numero (tre) riguarda aggregazioni di stampo new age, seguono Testimoni di Geova, gruppi para-cristiani, orientali, a probabile sfondo satanico, sensitivi e cartomanti, pseudomedici, occultisti e legati alla teosofia. Un bel calderone, al quale si è aggiunto il gruppo di Bacciolino, nei pressi di Mercato Saraceno, sul quale la Diocesi di Rimini (che vede molti fedeli frequentare la chiesa del peese) ha preso una dura posizione. Oltre all’anziano sacerdote che lo guida, secondo il Gris ci sarebbe un secondo livello.

Morganti invita a prestare attenzione anche all’offerta di negozi che si occupano di alimentazione, cura del corpo e benessere che, dietro la facciata, invitano ad altro. "E’ il caso di un negozio riminese che pubblicizza otto eventi, di cui uno solo riguarda l’alimentazione: il resto è neo-spiritualismo selvaggio e arti orientali. Altri gruppi si mimetizzano in strutture pseudo-culturali che entrano in istituzioni scolastiche con la scusa di corsi di creatività: in realtà propagandano il metodo del guru Steiner".

Fonte - Il Resto del Carlino, 1 Ottobre 2008

martedì 30 settembre 2008

Satana in Italia e Satana Mediatico

Il racconto satanico

Corrado Balducci è sicuramente uno dei massimi ispiratori della satanologia mediatica. La sua visione cattocentrica del satanismo è assolutamente chiara, oltre che profondamente errata:

"Dando al diavolo, Lucifero o Belzebù o come lo si voglia definire, il culto, non si fa altro che rovesciare il culto a Dio [...] coloro che si danno al culto satanico pensano di adorare il Dio del male e per piacere a questo si mettono sulla strada degli adoratori del male. Di qui la conseguenza: una nuova criminalità, quella satanica, che sta avendo una rilevanza sociale".[1]

In Italia, il racconto satanico viene vissuto ad almeno tre livelli. Il primo è quello della lettura profana;Satana come personaggio giornalistico. Qui credulità, disinformazione e ironia si fondono insieme a un brivido di paura e alle preoccupazioni per l'ordine pubblico. Meno noto, ma certamente più incisivo a lungo termine, è il racconto "alto", in cui Satana si scontra con la Vergine Maria per il dominio della società e dei cuori degli uomini. Questo racconto si riversa continuamente in un terzo livello: il conflitto combattuto nella quotidianità sattraverso esorcismi, demonizzazioni e terrori che coinvolgono migliala di fedeli.

E i satanisti stessi? In un certo senso, essi semplicemente non esistono: Satana appartiene esclusivamente al racconto cristiano, in cui, per quanto possa apparire potente, rimane alla fine perdente. La maggior parte di coloro a cui viene attribuita la qualifica di satanista non lo sono affatto, visto che si tratta di critici a vario titolo del cristianesimo, come i seguaci di Crowley a cui abbiamo accennato prima; oppure di persone che assumono provocatoriamente l'etichetta che viene imposta loro da altri, come i seguaci della "Chiesa di Satana" di LaVey, che sono piuttosto dei nietzscheani. Esistono inoltre piccoli gruppi di cultori di orge e un'ampia fascia di adolescenti trasgressivi, che adoperano una simbologia "gotica" volutamente speculare a quella cristiana. Alcuni atti di violenza - tra cui il brutale omicidio di una suora da parte di un gruppo di ragazze - sono certamente dovuti a tali ambienti. Ovviamente i musicisti non sono ne più ne meno responsabili di quanto l'industria del calcio sia responsabile della violenza (certamente molto più diffusa) negli stadi. Inoltre esiste anche una violenzaanti-satanica: i lettori ricorderanno l'omicidio di una bambina a Polistena, fatta morire dai genitori durante un improvvisato rito esoreistico perché ritenuta indemoniata. Un'azione di cui non si può certo incolpare la Chiesa cattolica, che pure predica da sempre la guerra contro il diavolo.

Lettura profana del satanismo: il Mago Alex

II satanismo è affascinante per lo stesso motivo per cui lo sono altre realtà evanescenti, come le macchie di Rohrschach: non in se stesse, ma per quello che ci rivelano riguardo all'osservatore. La "diffusione del culto di Satana" costituisce un topos del giornalismo locale come di quello estivo, e viene presentato sempre allo stesso modo.

Vediamo ad esempio un testo scritto da un certo "Mago Alex". Il lettore noterà che le parole di questo personaggio non differiscono in nulla da quanto scritto da giornalisti autorevoli sui principali quotidiani nazionali. Il nome "Mago Alex" è debitamente registrato presso la Camera di Commercio come "marchio d'impresa".

Mago Alex - al secolo Marco Pepe - è autore di un libro sui misteri di Genova [2] che contiene un capitolo su "Genova, la capitale del Regno di Satana?" Il discorso su Satana è sempre ambiguo: il tono lievemente scherzoso di questo titolo contiene in sé anche la possibilità di essere preso alla lettera. Satana potrebbe esistere, avere un "regno" e i suoi presunti ammiratori potrebbero effettivamente essere i suoi agenti in terra. "Per secoli Torino ha detenuto il titolo della città più magica e misteriosa d'Italia, ma ultimamente sembrerebbe che Genova si impegni energicamente per strapparle il primato" - scrive il nostro mago. Non è che una delle tante leggende metropolitane, ma è interessante vedere che l'autore sottintende come la presenza di alcuni cittadini che agitano pentacoli o fanno orge renda l'intera città "magica e misteriosa".

Le "tracce sataniche", che farebbero di Genova certo "supremo Astarot" che. addirittura, si è presentato incappucciato al Maurizio Costanzo Show.

"Più riservati, ma non meno pericolosi, sono quelli della Confraternita dell'Unicorno, inspirati al culto luciferiano, a insindacabile giudizio dei veri esperti, ma anche i più ermetici della città".
Chi siano i "veri esperti", e perché mai questi gruppi siano "pericolosi", non si sa. Ma il Mago Alex ci informa che:
"i Carabinieri di Campomorone trovarono [...] un altare [sic] disseminato di elementi assai particolari, come un paio di slip femminili (probabilmente porta ostie...), cerchi di sale e zolfo, candele rosse e nere (indispensabili per i riti luciferini), nonché il fatidico numero 666 [...]. Ma le raccapriccianti sorprese non erano finite, nel salone sottostante fu rinvenuto un cerchio".
L'autore conta sul fatto che i suoi lettori non si chiederanno perché slip femminili, sale e un cerchio debbano essere "raccapriccianti". I rituali dei satanisti genovesi mirerebbero a creare "un polo negativo da contrapporre" a un "benefico Santuario della Madonna". Paradossalmente, i "maghi" vengono spesso classificati tra gli "adoratori di Satana" per gonfiare le dimensioni del presunto "pericolo satanico"; ma la produzione immaginaria dell'impresa Mago Alex, che consiste probabilmente in gran parte in fluidi per contrastare "l'azione del Maligno", può esistere solo in quanto parassita del racconto cristiano; e persino la sua geografia si sovrappone a quella magica dei santuari della Madonna. L' "esorcista laico" che aveva operato su Sylvester rappresenta una vasta categoria in concorrenza diretta con gli esorcisti autorizzati dal Vaticano.

NOTE

[1] "Parla monsignor Corrado Balducci, uno dei maggiori demonologi viventi: 'Messe nere con magie, donne nude e pipistrelli", in L'Unione Sarda, 29 febbraio 1996. Si noti come la stampa lo definisca sempre con la stessa qualifica.

[2]Mago Alex, Genova Magica. Spettri Demoni e altri Misteri, ISBN 88-7172-167-5. 


Fonte - Kelebek 

Fratellini violentati e fatti prostituire dalla madre satanista


da Foggia

Violentati durante riti satanici organizzati dalla madre, una donna pronta a venderli per cento euro e a consegnarli ai seguaci di una setta: l’orrore per due fratellini di 14 e 11 anni è andato avanti per diverso tempo, fino a quando un’assistente sociale ha raccolto il tragico racconto dell’undicenne. E così è affiorata una storia allucinante di abusi accaduta a Zapponeta, minuscolo centro della provincia di Foggia che conta appena tremila abitanti, dove ieri la polizia ha arrestato tre persone: la madre, un cugino ventunenne dei piccoli e un cliente di 27 anni; un quarto complice, un cittadino albanese, è riuscito a fuggire ed è ricercato: avrebbe comprato per 1500 euro la cugina e l’avrebbe violentata puntandole un coltello alla gola. Denunciato invece il padre dei ragazzini.
Le indagini sono durate due anni. Gli investigatori hanno ricostruito questa tragedia rimasta avvolta nel silenzio e imprigionata tra i muri di quella casa dove la madre si prostituiva e organizzava riti esoterici. I primi sospetti sono spuntati a scuola, quando l’undicenne si è confidato con l’insegnante: ha detto che lo avevano fatto distendere su un letto, attorniato da candele e da persone che pronunciavano frasi incomprensibili. È scattato il primo allarme, è intervenuta l’assistente sociale quindi i fratellini sono stati trasferiti in una casa protetta fuori dalla Puglia. Nello stesso tempo sono state avviate indagini e dagli accertamenti della polizia è venuto fuori che altri abusi sarebbero stati sulla cugina dei due fratellini. La ragazzina nel 2002 fu tolta alla sua famiglia e affidata dal tribunale alla zia e proprio quest’ultima l’avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali con un politico, un ex sindaco di un paese della provincia di Foggia. «Io non potevo rifiutare - ha detto la ragazzina - perché vivevo con lei e mi sono sentita obbligata a farlo, La zia mi disse che se non lo facevo avrebbe preso le anime dei miei genitori»». Il politico, un professionista, avrebbe pagato 200 euro e l’avrebbe incontrata in due occasioni.
Le indagini non sono ancora concluse. Gli investigatori sono entrati nella casa dell’orrore, dove hanno sequestrato il materiale utilizzato durante i riti: libri su magia, streghe e incantesimi, oltre a tarocchi e candele. Secondo quanto emerso dalle indagini, i fratellini venivano obbligati dalla madre ad assistere a film pornografici e spesso venivano filmati durante le «prestazioni».
Non è la prima volta che in Puglia affiora lo spettro delle sette sataniche. Era già accaduto nel caso di Nadia Roccia, la ragazza di 19 anni uccisa da due compagne di scuola il 14 marzo del ’98 a Castelluccio dei Sauri. I carabinieri intercettarono una conversazione tra le due assassine che facevano riferimento a Lucifero.

Fonte - Il Giornale, art. di Bepi Castellaneta, 19 Settembre 2008

giovedì 25 settembre 2008

Roma, accoltella parroco "Muori, sono l'Anticristo"


E' accaduto nella chiesa di Santa Marcella, a San Saba. La vittima dell'aggressione, don Canio Canistri, 68 anni, è in gravi condizioni.

Autore del folle gesto, un venticinquenne ossessionato dal "Codice da Vinci"

di MASSIMO LUGLI

ROMA - E' entrato nella chiesa di Santa Marcella, a San Saba e ha chiesto di vedere il parroco. Poi, quando don Canio Canistri, 68 anni, è sceso si è trasformato in una furia. Marco Luzi, 25 anni, un ragazzo gravemente disturbato, ha pugnalato il sacerdote alla gola e prima di essere arrestato ha ferito un anziano parrocchiano, una baby sitter peruviana e un agente dei "Falchi". La sera prima, aveva visto in televisione "Il Codice da Vinci" e a casa, tra biglietti e documenti in cui si definisce "l'Anticristo", aveva una grande riproduzione dell'"Ultima Cena" di Leonardo (il quadro attorno a cui ruotano molti misteri nel romanzo di Dan Brown) con una didascalia in cui si indica uno degli Apostoli "con la mano che nasconde un coltello".

"Le voci mi hanno ordinato di farlo - ha detto il ragazzo al capo della mobile, Vittorio Rizzi - ho portato a termine la mia missione... Sì, l'ho visto, il Codice ma quello è solo un fim...". Di certo, prima di ieri mattina, il venticinquenne, studente di ingegneria, non aveva mai avuto scatti di violenza. "Un ragazzo chiuso, introverso, che a volte litigava violentemente con la madre" lo definiscono i vicini del palazzo di via Costantino Beltrami 34. Tra il materiale sequestrato nell'appartamento, quattro documenti dai titoli inquietanti ("Le verità nascoste", "Predizioni", "Io l'Anticristo" e "L'apocalisse") e alcuni cartelli con la scritta "Questo è solo l'inizio" e il numero 666 che indica il Diavolo nell'Apocalisse di San Giovanni. "Tra la mia morte e il mio ritorno sulla scena succederanno gravi avvenimenti - si legge in uno dei documenti - potranno passare anni o secoli... Il Cristianesimo andrà rivisto alla luce delle nuove alleanze tra Gesù e la Madonna" e altre farneticazioni (sull'Islam, l'induismo, il satanismo, i robot e gli sconvolgimenti climatici) frutto di una mente annebbiata.

Grave il bilancio del raptus di follia: don Canio lotta tra la vita e la morte in rianimazione. Gravissimo anche Antonio Farrace, 77 anni, che ha tentato di difenderlo: colpito anche lui alla gola è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico. Pochi giorni di prognosi per Rosemary Sotero Rivera, 37 anni, peruviana, aggredita ai giardinetti mentre era con una bambina. Per difendere la piccola la donna le si è buttata sopra ed è stata colpita alla spalla.

Con un rosario in tasca e due coltelli da cucina alla cintola, Marco Luzi si è presentato in parrocchia verso le 10,30 e ha chiesto di don Canio. "Lo conosco di vista" ha spiegato all'ex prefetto. Pochi istanti dopo si è scagliato sul sacerdote e gli ha trapassato la gola con una coltellata. L'anziano parrocchiano ha tentato di difendere il parroco ma si è accasciato subito a terra, ferito al collo. Lordo di sangue, il folle è uscito dalla chiesa e si è avviato, a piedi, verso viale Aventino. Ai giardinetti di piazza Remuria si è avventato contro la peruviana e, tra le urla d'orrore dei passanti, ha proseguito verso il centro. All'altezza di via dei Cerchi è stato avvistato da due agenti dei "Falchi" (i motociclisti della mobile), Francesco Santilli e Luca Gori che lo hanno intercettato.

"Non potevamo usare le armi, c'era troppa gente - racconta Cori, ferito da una coltellata all'addome che, fortunatamente, l'ha preso solo di striscio - abbiamo cercato di distrarlo e poi gli siamo andati addosso a mani nude. Quando l'abbiamo ammanettato ha smesso di lottare e ha detto solo: ho compiuto la mia missione, ora non farò più del male a nessuno".

Fonte - La Repubblica, 24 settembre 2008

Focus: Satanismo ateo, «sfogo di disagio pre-esistente»

Focus: Satanismo ateo, «sfogo di disagio pre-esistente»

Lo psichiatra Cantelmi e don Olivieri Pennesi intervengono sulla vicenda del ferimento del parroco da parte di un venticinquenne, trovato in possesso di materiale che rimanda a culti esoterici di Federica Cifelli


«Questo è solo l’inizio 666». C’era scritto così in uno dei biglietti trovati nelle tasche del giovane venticinquenne che nella mattinata di martedì 23 settembre ha accoltellato il parroco di Santa Marcella all’Aventino, monsignor Canio Calitri, ferendo anche altre tre persone. Un chiaro riferimento a un «magma satanico presente in maniera significativa nella nostra cultura, ma che spesso si salda con una psicopatologia già presente». A precisarlo è lo psichiatra e psicoterapeuta Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, autore con Cristina Cacace de “Il libro nero del satanismo. Abusi, rituali e crimini”, pubblicato l’anno scorso dalle Edizioni San Paolo. «Il satanismo infatti – precisa – attira soprattutto giovani, a volte adolescenti, incerti, con problematiche di natura psicologia o sociologica, alle quali offre una chiave interpretativa totalmente negativa. È in qualche modo la valvola di sfogo di un disagio che pre-esiste». Quello che gli esperti chiamano “satanismo ateo”: una sorta di involucro entro cui contenere «problemi, psicopatologie, incertezze o desideri di ribellione».

Nel nostro Paese, osserva lo psichiatra, esiste un certo numero – circa 3 o 4mila – di “satanisti cultuali”, dediti ai rituali o legati a sette ben precise. Gli altri «sono per lo più casi di persone che si avvicinano a questo universo in termini culturali, razionali. Un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più. E allora il satanismo diventa il pretesto per consumo di droghe, comportamenti sessuali deviati, ribellioni esasperate o quant’altro». Questo, per Cantelmi, l’elemento davvero preoccupante: la diffusione sempre crescente di «film, libri, musiche e anche fumetti o cartoni animati che in qualche modo “saldano” una cultura satanica, con riferimenti molto forti, più o meno evidenti, a satanismo, magia e occultismo».

È d’accordo anche don Alessandro Olivieri Pennesi, dal settembre scorso alla guida del settore Sette e nuovi culti dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti. «Da quando sono qui – afferma – ho incontrato soprattutto familiari e conoscenti di persone coinvolte in vari gruppi esoterici, magici o legati a rivelazioni di varia natura. Ma ho conosciuto anche una ragazza che attraverso una sua compagna si è avvicinata a questo mondo del satanismo “giovanile”, se così si può dire. Un fenomeno in crescita un po’ in tutta l’Italia, legato a doppio filo con una pseudo cultura che influenza i ragazzi in senso negativo, giocando molto con il loro disagio esistenziale, con la crisi delle famiglie, con un certo relativismo che si diffonde sempre più anche sul piano religioso». Nel caso accaduto nella chiesa dell’Aventino infatti, gli fa eco Cantelmi, «è interessante il fatto che questo giovane abbia cercato come referente proprio il parroco: una figura che è ancora legata alla sfera educativa, che esprime autorevolezza. È una dimensione che forse andrebbe esplorata, e che sottolinea comunque una latitanza grave da parte del mondo degli adulti. Sicuramente questo ragazzo non è stato male solo adesso, ma nessuno fino ad ora ha mai intercettato il suo dramma». Si tratta, per lo psichiatra, di una «responsabilità educativa» che chiama in causa «ogni adulto, non solo i genitori».

Proprio in questa chiave, cercare di dare una risposta a questa emergenza educativa, si muove anche il lavoro dell’Ufficio di don Pennesi. «Informare e formare: questo è il nostro obiettivo – spiega il sacerdote -. Per recuperare una capacità di ascolto, di attenzione ai bisogni delle persone, che in questo campo è l’unica via possibile di prevenzione». Soprattutto oggi che «i media, e internet in particolare, offrono infinite possibilità di accesso al mondo satanico. Sul web ad esempio ci sono molti siti strutturati proprio per contattare potenziali utenti da inserire nelle organizzazioni. Tutto questo a fronte del vuoto legislativo che si è venuto a creare quando è stato abrogato il reato di plagio». Prevenire, dunque, è la parola d’ordine per l’Ufficio diocesano, impegnato quest’anno in varie iniziative di sensibilizzazione e formazione sulla sfida rappresentata da queste «religiosità alternative». Primi destinatari: parroci, operatori di pastorale degli adulti e insegnanti di religione. Al centro, infatti, c’è proprio il senso religioso dell’uomo di oggi. «È opportuno – afferma don Pennesi - che gli operatori pastorali, così come i sacerdoti, conoscano queste derive religiose o settarie, la cui forma estrema è il satanismo, che ha anch’esso vari livelli di espressione». Proprio per questo l’Ufficio al terzo piano del Vicariato è a disposizione come centro di documentazione, di informazione, ma anche come centro di ascolto, « grazie alla collaborazione di diversi volontari che collaborano con noi». Per informazioni: tel. 06.69886525.

Fonte - RomaSette, 24 settembre 2008

domenica 21 settembre 2008

Festival Heavy Metal, marketing o satanismo?


di Paola Mammarella

Concerto metal o perversione satanica. È il dubbio polemico innescato intorno al “Total Metal Festival”, in programma sabato 20 settembre al New Demodè di Modugno. Un evento musicale patrocinato da Comune e Provincia di Bari, giunto alla settima edizione. Tra i gruppi che si alterneranno sul palco gli Hatesphere, Slowmotion, Apocalypse e Schizo. Nell’occhio del ciclone l’esibizione dei Deicide, una realtà musicale ventennale proveniente dalla Florida. Tacciati di anticristianesimo, antiebraismo e satanismo, i Deicide inciterebbero all’uccisione di Dio e al suicidio – omicidio come sacrificio a Satana. Tre i movimenti che hanno denunciato l’evento davanti alle autorità. Il gruppo di estrema destra “Azione e Tradizione”, che ha chiesto l’accertamento per ipotesi di reato contro ordine pubblico, moralità e sanità pubblica. Il movimento d’amore cattolico “San Juan Diego”, che ha colto l’occasione per ribadire la sua contrarietà a divorzio, aborto, eutanasia, unioni di fatto e unioni omosessuali. La “Lega nazionale per la difesa del cane”, preoccupata da possibili ondate di violenza a opera dei fan più sfegatati.

“Sono solo leggende metropolitane”, minimizza l’organizzatore Luigi Pisanello, titolare della Vivo Management. Le connessioni con la profanazione di tombe in prossimità dei concerti, il sacrificio di animali, le violenze di gruppo su persone e animali o l’uccisione di uno scoiattolo da parte di un componente del gruppo durante un’intervista non sarebbero a suo parere mai state accertate. È un fatto però la croce rovesciata marchiata a fuoco sulla fronte del leader Glen Benton. Così come l’esclusione da vari festival e l’attentato subito nel ’90 a Oslo. Strumenti di marketing per Pisanello, che a dispetto di un look alternativo si dichiara cattolico. A fronte di testi forti, tipici del genere heavy metal, che pure attecchiscono su soggetti più suggestionabili, ci sono gli ingaggi e gli alti fatturati di un gruppo internazionale di successo. “Il locale non dice di condividere certi testi”, afferma Pisanello, “ma stiamo agendo per tutelarci contro chi, pur di farsi pubblicità, lede l’immagine di una organizzazione che ha sempre lavorato con serietà”.

“Abbiamo preso tutte le misure di sicurezza e il concerto verrà pattugliato", precisa Pisanello, che però ci tiene a sottolineare come da passati controlli su simili eventi sia emerso un consumo di stupefacenti minore che in discoteca. Temi dissacranti solo per business quindi. Paragonabili, a detta dell’organizzatore, alla visione di un film horror con demoni e posseduti.

Fonte - Barilive,18 settembre 2008

venerdì 12 settembre 2008

Riti satanici sulle rive del Burano Trovati teschi e volti demoniaci


Dopo alcune segnalazioni sono stati scoperti disegni di 'morte': teschi colorati di rosso su un masso in mezzo al fiume, croci blasfeme e alcuni dipinti che ritraggono un viso somigliante al Cristo. I carabinieri sono già al lavoro.

Cagli, 12 settembre 2008 - I segni sono inquietanti e i carabinieri stanno già indagando: teschi tinti di rosso, croci blasfeme addosso a volti che ricordano il Cristo sofferente, altre al collo di visi demoniaci, mura di origini romane pitturate di rosso sangue. E’ questa la truce scoperta fatta dalle forze dell’ordine lungo la Flaminia tra Cagli e Cantiano nei pressi della cava di Ponte Alto.

Da qualche giorno, dopo varie segnalazioni e un sopralluogo dei carabinieri di Cagli avvenuto mercoledì scorso, è stato individuato un luogo sottostante un tratto di viadotto della superstrada che presenta vari disegni raffiguranti figure sacre, collage di volti e di numeri e con uno sfondo a mo’ di altare costeggiato da una parete colorata di un rosso acceso. Segni concreti di messe nere, di riti satanici, anche se per il momento mancano testimonianze dirette che possano raccontare quello accade sotto quel ponte.

Il luogo potrebbe essere stato imbrattato nelle giornate di fine agosto ed i carabinieri di Cagli hanno rilevato, nel corso del sopralluogo, vari indizi che risultano essere importanti per le indagini. Nei pressi lungo la Flaminia vi è il ristorante 'Il Passante' molto frequentato, ma né i titolari, né i clienti che ogni giorno si fermano per consumare pasti, si sono accorti di questo luogo così stranamente trasformato e che a prima vista potrebbe essere accostato alla pratica di riti satanici.

I carabinieri di Cagli, essendo le indagini in corso, non rilasciano per ora dichiarazioni e stanno sul vago riguardo alla possibilità di essere di fronte a personaggi che praticano satanismo, anche se la presenza di immagini particolari o di un teschio colorato in rosso posto in un masso in mezzo al Burano, fanno molto pensare (male). Poi vi sono anche strane utilizzazioni di oggetti un po’ particolari per comporre nelle pareti numeri e cifre. I numeri sono stati presi da targhette in ceramica di numeri civici del Comune di Cagli e riferiti a zone come Pianello, Tarugo e S. Paterniano.

Alcune si trovano ancora ammassate ed intatte sotto la scaletta in ferro che dalla vecchia Flaminia posta sulle rive del Burano e dove a fianco vi è questo luogo coperto. Un luogo che se visto da sud può sembrare al primo impatto anche una piccola chiesa. Infatti nella parete a nord vi è un immagine sacra con ai piedi varie bombolette di vernice utilizzate per dipingere le pareti e che nel modo come sono state collocate, sembrano candele votive.

Fonte - Il Resto del Carlino, ed. di Pesaro, 12 settembre 2008

Sulle Bestie di Satana la verita' e' ancora lontana


Aveva accusato Nicola Sapone, che si trovava a Cuba, di un altro omicidio.Andrea Volpe, pentito col contagocce, rinviato a giudizio per calunnia

Nonostante la Cassazione abbia reso definitive le condanne per i cosiddetti omicidi delle Bestie di Satana, sono ancora molti i punti oscuri da chiarire. Paolo Leoni, con la lettera pubblicata sul Secolo XIX di Genova, ha ribadito la sua estraneità alla vicenda che riguarda la sparizione di Cristian Frigerio. "Ozzy", ritenuto dai giudici l'ideologo del gruppo, è indagato per altri tre misteriosi omicidi. Andrea Volpe (nella foto) comparirà il 13 novembre al Tribunale di Busto Arsizio per rispondere dell’accusa di calunnia ai danni di Nicola Sapone e del padre, accusati falsamente di traffico di armi e droga, e di un altro omicidio. Il pm, al quale era stata affidata l’indagine, ha scoperto che il giorno del presunto omicidio Sapone era in vacanza a Cuba. Accusa Leoni: "L’unica cosa vera riferita da Volpe è che ha ucciso barbaramente e che per ottenere uno sconto di pena (ottenuto!) ha fatto ritrovare i corpi di due ragazzi che lui ha sepolto, tirando in mezzo gente estranea ai fatti". Eppure, tutto l’impianto accusatorio del processo alle Bestie è stato basato interamente sulle confessioni di Volpe, giudicato “attendibile” dal pm Antonio Pizzi, nonostante le svariate versioni fornite durante la fase preprocessuale. Infatti gli altri due rei confessi, Guerrieri e Maccione, sono stati ritenuti dai giudici di merito inattendibili.

Viene spontaneo pensare all’ennesimo caso di “pentitismo ad orologeria”, che i più esperti magistrati di processi alla mafia conoscono da tempo: le confessioni sono fatte con il contagocce, anche a distanza di tempo, per cercare di ottenere maggiori benefici di legge, anche a costo di inventarsi storie inverosimili, come il bacio di Andreotti a Totò Riina, raccontato dal poco affidabile pentito Balduccio Di Maggio. E, più dettagli ci sono, più il “collaboratore di giustizia” è credibile. A questo proposito, mi tornano alla mente le accurate descrizioni della “teste omega”, Stefania Ariosto, al processo che vedeva imputato per corruzione in atti giudiziari l’ex ministro della Difesa Cesare Previti. L’Ariosto, per rendere più credibili i suoi racconti, li infarciva di dettagli, come la disposizione dei mobili di casa Previti, o il colore delle pareti. Giudicata credibile, è stata la testimone-chiave dell’accusa: un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, nonostante le numerose incongruenze.

Caso strano, Volpe ha chiesto e ottenuto che l’udienza preliminare del processo che lo vede imputato per calunnia si svolga a porte chiuse, senza pubblico, nè giornalisti. Il prossimo 13 novembre, al palazzo di Giustizia di Busto Arsizio, la Voce ci sarà, perchè crede che, sugli omicidi attribuiti alle Bestie, non sia stata detta tutta la verità. Il processo che vede Volpe imputato per calunnia, potrebbe portare alla richiesta di revisione dell’intero procedimento, che visto Sapone e Leoni condannati rispettivamente a tre e un ergastolo, e gli altri sei imputati a 130 anni complessivi di carcere. Volpe, invece, ha avuto solo 20 anni per aver collaborato con la giustizia, nonostante i tre omicidi commessi. Come in un thriller hollywoodiano, la videocassetta che conteneva le nuove dichiarazioni di Volpe, in base alle quali era stato aperto il nuovo fascicolo nei confronti di Sapone e di suo padre, è misteriosamente scomparsa. Nonostante la richiesta di archiviazione avanzata dal difensore di Volpe, durante l’udienza preliminare dello scorso 17 giugno, il gup ha deciso ugualmente il rinvio a giudizio del fantasioso pentito. Stranamente, di questa vicenda non ne parla nessuno. Silenzio dalla Procura. Silenzio dalla stampa. Silenzio da Volpe.

Il processo alle Bestie, ricorda, sotto molti aspetti, i casi citati, se non altro per le incongruenze di Volpe. Confermate le sentenze in Cassazione, a Volpe non restava altro che inventarsi qualcos’altro da raccontare ai giudici, per sperare in un’ulteriore riduzione della pena. Gli omicidi accertati, al momento, sono solo tre (oltre ad un suicidio istigato), ma secondo alcune confessioni sarebbero almeno diciotto, oltre ad un numero non specificato di induzioni al suicidio. Nemmeno la banda della Magliana sarebbe stata in grado di eseguire un così alto numero di omicidi in poco tempo, figuriamoci un gruppetto di metallari del varesotto. Con 18 morti, basta farsi i conti e tirare fuori un cadavere ogni tanto, per cercare di strappare qualche altro beneficio di legge (forse una riduzione di pena, forse la semilibertà). Basta farsi tornare la memoria ogni tanto, e descrivere un qualsiasi boschetto della Lombardia. Certo, ci vuole anche l’assassino, ma basta sceglierne uno tra gli otto colpevoli già in cella, preferibilmente i sanguinari Sapone e Leone, gli unici due condannati all’ergastolo: per i giudici sarà più facile avvalorare l’impianto accusatorio. Ergastolo più, ergastolo meno, a chi volete che importi? E poi, se hanno commesso tre omicidi, possono benissimo averne compiuti un’altra dozzina. D’altronde, sono le famose Bestie di Satana, la feroce setta che ha insanguinato i boschi attorno a Somma Lombardo. Per rendere il tutto più credibile, basta aggiungere di aver presenziato all’omicidio (meglio evitare di dire di avervi attivamente partecipato), condendo il tutto con macabri particolari, meglio se raccapriccianti. Ci sono delle intercettazioni sospette di Volpe con il padre, dice Leoni nella sua lettera al Secolo: quelle in cui rivela di voler far nomi fittizzi per accreditare meglio la sua "collaborazione". Ci sono gli eventi (testimonianze e immagini) che dimostrano come non potesse essere presente alle riunioni che avevano pianificato il massacro. Ha voglia Leoni a gridare la sua innocenza: lui è “inattendibile”, mentre il calunniatore Volpe è “credibile”.

La mancata condanna per associazione a delinquere di Sapone, Volpe, Leoni, Leoni, Zampollo, Ballarin, Pezzotta, Monterosso e Maccione ha fatto cadere tutto l’impianto accusatorio, che voleva attribuire gli omicidi all’azione della presunta setta. E’ chiaro che, se non c’è il reato previsto dall’articolo 416 del codice penale, non c’è neanche la setta. Il reato di associazione a delinquere è infatti così definito: “Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti, coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l'associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a sette anni. Per il solo fatto di partecipare all'associazione, la pena è della reclusione da uno a cinque anni. I capi soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori”. Siccome la presunta setta era formata da otto persone, viene spontaneo domandarsi quale sia la verità. La setta c’era, o non c’era? Se non c’è il testimone, l’accusa brancola nel buio, come sta accadendo per l’omicidio di Perugia di Meredith Karcher. Probabilmente, i magistrati di Perugia finiranno per condannare tutti e tre gli imputati, non riuscendo a individuare il vero colpevole. Oppure, saranno più giusti, e assolveranno tutti. La Voce pensa ancora che sia meglio un colpevole in libertà, piuttosto che un innocente condannato al carcere a vita, ed una famiglia distrutta.

Certamente, un conto è sostenere la coinvolgente tesi della setta satanica, un altro è un banale processo per omicidio per motivi veniali (188 milioni di vecchie lire): non ha lo stesso fascino, nè sui media, nè sull’opinione pubblica. Anche la teoria del “terzo livello” sembra la solita trovata dai magistrati per cercare di tenere aperto il caso, e destare l’attenzione dei media sulla vicenda. Ricorda molto da vicino la tesi dei misteriosi mandanti del mostro di Firenze: mai esistiti, nonostante decenni di indagini e la formulazione delle teorie più strampalate. Molti magistrati, però, costruendo teoremi fantascientifici, e sfruttando la popolarità derivante dell’eco mediatico delle loro indagini, sono finiti in Parlamento. La formula funziona, e qualcuno potrebbe pensare di sfruttarla per sè.

Il rischio è che, ancora una volta, a pagarne le conseguenze sia la Giustizia. Il caso di Cogne, come quello dei due fratellini di Gravina di Puglia, Ciccio e Tore, insegnano. Annamaria Franzoni è stata condannata dall’opinione pubblica, prima che da un Tribunale, e il padre dei poveri bambini è stato arrestato sulla scorta del sentimento popolare, stimolato sapientemente dai media, sempre più alla ricerca di macabri delitti da raccontare. Più drammatica è la storia, più giornali si vendono; più morti ammazzati ci sono, più sale l’audience televisiva. Il gioco è a somma zero, ma qualcuno ci rimette. E a pagare non sono nè i magistrati, nè i giornalisti. Mi viene in mente la vicenda di Jill Dando, popolare giornalista della Bbc assassinata nel 2004. La polizia brancolava nel buio, ma, per sedare l’opinione pubblica, arrestò un infermo di mente, tale Barry George, che venne poi condannato. Se non fosse stato per la caparbia di un altro giornalista dell’emittente pubblica inglese, non convinto della colpevolezza di George, questo non sarebbe stato assolto lo scorso mese per non aver commesso il fatto. Quanti George ci sono nelle carceri italiane? Il collega di Jill Dando lo sa, perchè è stato uno di loro. Forse, l’esperienza farebbe bene a tanti altri.

Fonte - La Voce d'Italia, Marco Marsili, Settembre 2008

sabato 6 settembre 2008

I Bambini di Satana accusano: «Gatti rapiti su commissione»


Marco Dimitri: «Usati in riti a pagamento». Nuove sparizioni in val Pellice

TORINO 26/08/2008 - Ha colto la palla al balzo Marco Dimitri, il controverso presidente dell’associazione culturale Bambini di Satana. E attraverso un comunicato ufficiale ha chiarito la posizione del satanismo “ufficiale” sulle 66 sparizioni di gatti neri avvenute a Torino in appena 72 ore. Poche righe per spiegare che la «cultura razionale» che lui rappresenta non ha alcun legame con questa vicenda.

Piuttosto, dietro alle misteriose scomparse, ci potrebbero essere dei rapimenti su commissione. Con dietro un sedicente mago che utilizzerebbe i poveri mici per riti propiziatori a pagamento.

Quello che maggiormente stupisce Dimitri è il numero delle sparizioni, addirittura 66 in pochi giorni. Troppe, a suo avviso, perché possano essere opera di un unico gruppo di ipotetici adoratori del Maligno. «Piuttosto - spiega - penso a un sedicente mago che abbia messo in piedi questi furti per spillare soldi a qualche sprovveduto cliente. Insomma, rapimenti su commissione mossi da un movente puramente economico».

La supposizione è semplice: il “mago” avrebbe ordinato a a qualcuno di fare il lavoro sporco e di recuperare 66 gatti neri. Gli stessi che poi
sarebbero stati sacrificati nel corso di un rito propiziatorio profumatamente pagato da qualche credulone. Le parole di Dimitri, poi, forniscono una nuova chiave di interpretazione sugli avvistamenti di un’utilitaria Fiat verde che comparirebbe in tutti i punti dove sono avvenute le sparizioni. Non più membri di una sedicente sette di adoratori del maligno, ma collaboratori del “mago” a caccia di 66 gatti neri per la preparazione della sua pozione.

Intanto, dopo l’articolo apparso sulle colonne di CronacaQui, nuove segnalazioni sono arrivate al centralino virtuale salviamoigattineri@tiscali.it istituito dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente. Due sono i contatti particolarmente interessanti, entrambi giunti dalla zona della Val Pellice: l’Aidaa aveva infatti rilevato l’esistenza di una setta pseudo-satanista proprio nelle vicinanze di Pinerolo. «In ogni caso - conclude poi Marco Dimitri - non possiamo escludere a priori che dietro a questi fatti ci sia anche la mano di qualcuno che si allontana dal satanismo ufficiale. Una forma isterica di occultismo spicciolo che la nostra associazione condanna. Anzi, noi come Bambini di Satana ci impegnamo a segnalare tempestivamente ogni episodio di violenza sugli animali del quale veniamo a conoscenza».

p.var.

Fonte - Cronacaqui.it, 26 agosto 2008

Non solo gatti neri a rischio


Telefono Antiplagio: allerta anche per cani e uccelli. Appello dell'Aidaa alle sette: «Non uccideteli»

TORINO
L’Associazione Telefono Antiplagio ha reso noto che, «con preoccupazione a Torino sarebbero scomparsi 66 gatti neri» ed ha ricordato che anche il numero 6 è un segnale della presenza di una presumibile setta satanica. 

Telefono Antiplagio, inoltre, fa presente che il cosiddetto «sacrificio» non riguarda solo i gatti, ma anche i cani e gli uccelli, soprattutto perchè sono animali che, nella maggior parte dei casi, non sono in grado di difendersi e di sfuggire alla delirante caccia dei sedicenti satanisti. Secondo Telefono Antiplagio, però, non va dimenticato - è detto in una nota - anche il fenomeno dei combattimenti tra i cani, ai quali vengono dati in pasto gatti vivi, su cui la criminalità organizzata promuove ignobili scommesse.

Appello dell'Aidaa ai "satanisti fai da te": «Non uccideteli»
I gatti neri continuano a sparire dai centri abitati e l’associazione difesa degli animali e dell’ambiente scrive una lettera aperta ai gruppi satanisti noti perchè prendano una posizione «per spiegare alle sette dei "satanisti fai da te" che i gatti neri non hanno alcun potere occulto ma che sono la superstizione e la caccia alle streghe ad aver confuso le idee fin dal medioevo trasmettendo questa assurda idea che i gatti neri portano sfortuna». 

L’appello è rivolto alle sette esoteriche, ai gruppi satanisti, ai maghi ed «a coloro che usano ammazzare e scuoiare i gatti neri per i loro lugubri riti, affinchè la smettano di ammazzare questi poveri mici neromantati». 

«Ci rivolgiamo alla chiesa perchè dica che i gatti neri non sono la lunga manus delle streghe così come era stato scritto in una bolla papale del Medioevo - scrive Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa -. Ad oggi abbiamo registrato la risposta di una delle maggiori sette di Bologna, che si chiama fuori dalla mattanza dei gatti neri e che condanna come satanisti eretici coloro che, invece, praticano questi riti a base di gatti neri e di sangue di gatti neri morti. A noi non interessa sapere chi sono o meno i satanisti doc - conclude Croce - quello che ci preme è di far cessare questa assurda mattanza che viene realizzata in nome del profitto e della antica arte della superstizione».

Fonte - La Stampa, 27 agosto 2008

martedì 2 settembre 2008

SATANISMO: AIDAA, MAGHI E SETTE NON MASSACRINO GATTI NERI

Lettera aperta a satanisti, maghi, sette esoteriche e maniaci massacratori di piccoli felini. "Per favore, smettete di ammazzare questi poveri mici neromantati che da secoli sono ingiustamente considerati portasfortuna, per usare un termine gentile - scrive l'Aidaa, l'Associazione italiana in difesa di animali e ambiente -. Ma i gatti neri non hanno alcun potere occulto, mentre sono la superstizione e la caccia alle streghe ad aver confuso le idee fin dal medioevo trasmettendo questa assurda idea che i gatti neri portano sfortuna. Ora occorre sfatare questo mito e allo stesso tempo occorre smascherare maghi, gruppi esoterici e tutti coloro che uccidendo i gatti neri pensano in buona fede (ma anche in cattiva fede sapendo cioe' che questo non e' affatto vero) che uccidendo un gatto nero possano evocare spiriti o realizzare strani esorcismi". L'associazione non si limita a lanciare un'appello alla pieta' di chi 'per lavoro o vocazione' massacra i gatti, ma anche all'istituzione ecclesiastica. "Ci rivolgiamo anche alla chiesa - dice Lorenzo Croce presidente nazionale dell'Aidaa - perche' dica una volta per tutte che i gatti neri non sono la longa manus delle streghe cosi' come era stato scritto nientemeno che in una bolla papale del medioevo quando migliaia di gatti neri furono bruciati vivi sui roghi assieme alle streghe". L'appello, spiega ancora l'associazione, ha registrato la risposta di una delle maggiori sette che si rifa' al culto del satanismo che ha sede a Bologna che si chiama fuori dalla mattanza dei gatti neri e che addirittura condanna come satanisti eretici coloro che invece praticano questi riti a base di gatti neri e di sangue di gatti neri morti. "A noi non interessa sapere chi sono o meno i satanisti doc - conclude Croce - quello che ci preme e' di far cessare questa assurda mattanza che viene realizzata in nome del profitto e della antica arte della superstizione".

Fonte - La Repubblica, 26 agosto 2008

lunedì 1 settembre 2008

GATTI SCOMPARSI BRESCIA

GATTI SCOMPARSI BRESCIA: AIDAA, FORSE FINITI RISTORANTI CINESI


(AGI) - Milano, 28 ago. - I gatti spariti a Brescia potrebbero essere finiti in padella, in alcuni ristoranti cinesi e orientali della regione. A insinuare il sospetto e' l'Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente), che si basa su decine di segnalazioni dei cittadini della provincia bresciana all'indirizzo mail salviamoigattineri@tiscali.it.
"Non dobbiamo meravigliarci - commenta Lorenzo Croce, presidente dell'associazione - che qualche ristorante orientale o cinese possa servire ai clienti piatti di gatto arrosto o in umido, del resto le indicazioni che stiamo ricevendo un po da tutta la bassa ed anche dalla citta' di Brescia vanno in quella direzione". Aidaa, che ha lanciato nei giorni scorsi una campagna contro la sparizione dei gatti neri, sta seguendo tre piste. Quella satanica, che vede i felini al centro di riti esoterici, ha individuato a Salo', localita' sul lago di Garda, l'epicentro delle sparizioni. Decine di gatti scomparsi che forse, sostiene l'associazione, sono stati sacrificati da maghi e sette della provincia di Brescia e Verona. Un'altra pista, che riguarda gatti sia neri che bianchi, e' quella della pelliccerie e, soprattutto, dei ristoranti orientali, dove un felino catturato potrebbe essere spacciato per una prelibatezza esotica. Finora sono state 270 le segnalazioni, via mail o telefono, di gatti scomparsi ricevuta da Aidaa. "Nei prossimi giorni - conclude Croce - consegneremo il dossier contenente tutte le segnalazioni ricevute alle forze dell'ordine, alle quali chiediamo un impegno solenne per individuare e punire chi a qualunque titolo rapisce, uccide ed in qualche caso forse serve a tavola i gatti". (AGI)

domenica 17 agosto 2008

Violentata a turno da sette Sul corpo, graffi, lividi e morsi

Violentata a turno da sette, sul corpo,graffi, lividi e morsi


La ragazza ha fatto denuncia dopo essere andata all´ospedale. I supposti stupratori sono stati tutti fermati. Accusati 7 giovani guidati da un regista di film a sfondo satanico. La ragazza ha pensato di farla finita, poi la denuncia. Ha raccontato tutto ad un amico, poi si è fatta visitare al centro anti-violenze

di Franca Selvatici, La Repubblica, ed. di Firenze, 1 agosto 2008

Violenza sessuale di gruppo dopo una serata ad alto tasso alcolico. Sette giovani sono in carcere, sconvolti. Più di loro lo è la ragazza che li accusa.

L´accusa è gravissima. I sette giovani fermati, studenti fra i 20 e i 25 anni, di famiglie molto benestanti, tutti incensurati, rischiano fino a 18 anni di carcere per violenza sessuale di gruppo, con l´aggravante di aver fatto prima ubriacare la vittima nella serata trascorsa alla Fortezza da Basso. E´ gravissima, peraltro, anche la storia che la ragazza, 22 anni, fiorentina, studentessa di storia dell´arte, ha raccontato mercoledì alla squadra mobile di Firenze, dove è stata accompagnata dall´avvocato Lisa Parrini. Appassionata di teatro, ha frequentato una scuola a Firenze ed è qui che ha conosciuto Lorenzo Lepori, studente universitario della provincia di Pistoia e regista di film a fondo sadico e satanico, in alcuni dei quali ha recitato lei stessa. E´ una ragazza libera ed emancipata, forte e fragile al tempo stesso. Una ragazza che rivendica la sua libertà sessuale ma che proprio per questo è ben convinta che un no è un no.

Nella notte fra venerdì 25 e sabato 26 luglio tutto questo - ha poi raccontato - è stato travolto in un vortice di alcol, di eccessi e di sopraffazione. «Vieni alla Fortezza con noi, ci divertiamo, ci sono tanti amici e un regalo per te». Lei non aveva molta voglia di uscire quella sera, ma Lorenzo ha insistito e poi forse il regalo era il compenso che le aveva promesso per uno dei film giranti in una villa di Montecatini. E´ andata. Ha trovato Lorenzo con sei ragazzi, tre o quattro dei quali lei già conosceva, e quattro ragazze. Tutti allegri. E così sono cominciate a scorrere le tequile. Una, due, quattro, forse sette. Mentre le altre ragazze se ne sono andate, lei è rimasta. Era stordita dall´alcol, ma anche abbastanza tranquilla dato che c´era tanta gente. Ci sono state delle avances, e può darsi che all´inizio lei non le abbia respinte. Quando alla fine, intorno alle tre di notte, hanno lasciato la festa e lei si è diretta verso la sua bici, i ragazzi - è il suo racconto - l´hanno circondata e trascinata dalla parte opposta, mentre le mani si allungavano su ogni parte del suo corpo. «Qui passano persone, non possiamo stare». Parole di Lorenzo, secondo la ragazza, che sostiene di essere stata portata in via Caduti dei Lager, dalla parte della ferrovia, poi fatta entrare in una macchina, costretta a sdraiarsi sul sedile posteriore e violentata a turno da tutti e sette i ragazzi, mentre alcuni la tenevano immobilizzata e altri guardavano dai sedili anteriori e dalle portiere aperte, controllavano i tempi e forse filmavano la scena con un telefonino. Ha detto che i giovani le allargavano con forza le gambe e che qualcuno le ha morso i seni. Poi la macchina è stata spostata. Quando lei ha recuperato un attimo le forze e la lucidità e si è messa a scalciare, è stata lasciata andare. Era finita, probabilmente, in piazza della Costituzione. Era così umiliata e sconvolta che le è balenata per un attimo l´idea di gettarsi dal ponte. Mentre attraversava, ha rischiato di essere investita da un´auto. Finalmente ha raggiunto la bicicletta ed è tornata a casa. Ha raccontato tutto al suo amico più caro, che si prende cura di lei. E l´indomani pomeriggio è andata a farsi visitare al centro antiviolenze, dove hanno rilevato lividi nella parte interna degli avambracci, un graffio sulla coscia destra, irritazione a uno dei seni. Poi, fra mille dubbi, spaventata da tutte le domande che le sarebbero state rivolte e dalla consapevolezza che la sua vita sarebbe stata frugata in ogni angolo, si è rivolta all´avvocato Parrini e finalmente mercoledì ha deciso di sporgere denuncia e ha aiutato i poliziotti a identificare i ragazzi di quella notte da incubo. Dei quattro che conosceva, con alcuni dei quali aveva avuto in precedenza rapporti, aveva i numeri di cellulare. Altri li ha rintracciati su un blog dove erano inviate alcune foto scattate proprio durante la serata alla Fortezza.

Le indagini della squadra mobile, coordinate dal pm Pietro Suchan, sono partite immediatamente ma sono state rese frenetiche da una fuga di notizie che invano procura e polizia hanno tentato di arginare. Nella notte sono scattati i fermi, uno disposto dal pm e gli altri di iniziativa della polizia. Poiché quattro ragazzi sono stati fermati nel pistoiese, nell´indagine è entrato anche il pm di Pistoia Ornella Galeotti.



mercoledì 6 agosto 2008

Il sito del capobranco tra satanismo e violenze di gruppo


Nello spazio web di Lorenzo Lepori uno spaccato sulla psicologia degli autori dello stupro
«Mydarkcorner», il mio angolo oscuro. Si chiama così il sito ufficiale di Lorenzo Lepori, il presunto capo del branco dei sette ragazzi che, secondo l'accusa, nella notte fra venerdì e sabato hanno violentato una ragazza alla Fortezza da Basso. In quell'angolo oscuro del web, Lorenzo aveva aperto un finestra virtuale per far conoscere i film che realizzava.

Splatter, satanismo e soprattutto esaltazione della violenza di gruppo: erano questi i caratteri principali del suo repertorio di regista e sceneggiatore. In una scena della sua ultima prova da cineasta, "Resurrezione di cuori", di cui su myspace confessa di aver ultimato le riprese l'11 marzo scorso, si vedono uomini incappucciati che afferrano una ragazza durante un rito sacrificale. In un'altra è lui il protagonista: con la faccia coperta di sangue conficca un coltello fra le mani di una ragazza agonizzante in una vasca.

Sono solo alcuni degli scatti della psicologia degli autori della violenza alla Fortezza.

Fonte -Repubblica Firenze, 31 luglio 2008

venerdì 18 luglio 2008

La Rete del diavolo


Si diffondono sempre più sul Web chat, forum e bacheche dove si incontrano i devoti di Satana

Maria Cristina Ascenzi

Ci sono temi per definizione impegnativi che sembrerebbero esclusi, per consenso comune, dalle discussioni estive. Del tutto controtendenza, quindi, vi proponiamo in questo numero un ragionamento su uno dei fenomeni più antichi, discussi e per molti aspetti pericolosi che conosciamo. Stiamo parlando del satanismo. E ne parliamo perché suggestioni e pratiche di derivazione satanista hanno provocato anche di recente fatti di sangue rendendo il fenomeno attualissimo.
Ce ne occupiamo naturalmente sul versante telematico.
Già dieci anni fa infatti quella che viene considerata una disciplina tra le più occulte aveva trovato su Internet notevoli spazi di divulgazione e proselitismo cresciuti a un ritmo sempre maggiore.
Fare il punto della situazione oggi consente di registrare una realtà vastissima. Non siamo ancora ai livelli degli Stati Uniti – con migliaia di siti – o di altri Paesi europei in cui la Rete è utilizzata più diffusamente. Ma non dimentichiamo che Torino risulta la seconda città per numero di sette sataniche conosciute, dopo Londra. In ogni caso la presenza satanista in Internet nel nostro Paese è significativa.
Ricerche sempre più frequenti sul fenomeno hanno consentito di individuare su Internet non meno di 700 siti satanisti che propongono computer e linea telefonica come “veicoli” di Satana, suggestionando con facilità molti utenti. E sono sempre più frequenti le pagine Web utilizzate da congreghe sataniche per diffondere liberamente contenuti illegali.
Il “disvalore” – incolpevole – della Rete sta tutto nel fatto di essere un mezzo di grande diffusione, facilmente raggiungibile e frequentato da moltissimi adolescenti. Così diventa un formidabile strumento di propaganda e di suggestione satanica. E se prima dell’avvento della telematica i contatti con questi ambienti erano quasi impossibili, oggi si viene catapultati su migliaia di pagine Web con un paio di clic.

Fonte - Polizia Moderna, ago/sett. 2004