mercoledì 9 aprile 2008

Bestie di Satana: altre tre vittime


Indagini sui delitti di due ragazzi e una donna dopo le testimonianze a Tg1 e Studio Aperto. Un imputato parla

MILANO — «Lasciate che ci pensi su un po'»: il 20 dicembre del 2006 Mario Maccione, ex adepto delle Bestie di Satana, così si era congedato dai magistrati di Monza che lo avevano chiamato per far luce sulla scomparsa di Christian Frigerio, il ragazzo svanito nel nulla 12 anni fa a Brugherio (Milano). Maccione ci ha riflettuto a lungo e a qualche conclusione deve essere arrivato, visto che ieri ha verbalizzato un interrogatorio durato quattro ore. I «cold case» delle Bestie di Satana ritornano dunque alla ribalta e qualche crepa nel muro di omertà finalmente si fa strada: il 17 e 18 aprile prossimi gli altri componenti della setta già condannati per la morte di quattro persone saranno interrogati dal procuratore Antonio Pizzi. Quest'ultimo, che avviò l'inchiesta sulle Bestie quando era pm a Busto Arsizio vuole nuovamente ascoltare i satanisti in merito a tre casi a suo tempo già estratti dagli archivi giudiziari e che si sospetta possano essere riconducibili all'attività del gruppo.

Oltre che sulla comparsa di Frigerio, che sarebbe stato soppresso dalla setta perché ne era venuto a conoscenza dei segreti, i sette componenti della banda saranno sentiti sulla morte di Andrea Ballarin, un loro amico trovato impiccato nel 2000 a un'inferriata di una scuola a Somma Lombardo (Varese) e sull'uccisione di una prostituta in Brianza. A quest'ultimo episodio fanno cenno una serie di testimonianze raccolte dalla procura monzese nella cerchia degli amici di Frigerio ma il corpo della donna non è mai stato trovato né è stata stabilita l'identità della vittima. Per tutti e tre gli episodi sono però formalmente iscritti al registro degli indagati quelli delle Bestie di Satana (con la sola eccezione di Elisabetta Ballarin, che entrò nell'orbita del gruppo solo qualche anno più tardi): secondo il procuratore Pizzi, tutti i de-litti, quelli risolti e quelli in attesa di soluzione, sono tutti legati da un unico filo, da un solo «disegno criminoso».

Per questo il magistrato monzese sta indagando anche su un caso, quello di Andrea Ballarin, avvenuto fuori della sua giurisdizione: della morte di quest'ultimo, indotto a suicidarsi perché ritenuto «debole», aveva del resto già parlato nel 2004 Andrea Volpe, primo «pentito» delle Bestie di Satana. L'interrogatorio di Maccione, che sta scontando una pena a diciannove anni per i delitti della setta, viene considerato comunque una chiave importante per la «fase due» dell'inchiesta; lui e gli altri componenti del gruppo erano già stati sentiti a Monza nel dicembre del 2006 ma tutti avevano fatto scena muta.

Qualcosa, però nel frattempo è cambiato: una serie di testimoni — alcuni dei quali «scovati» da inchieste compiute dal Tg1 e da Studio Aperto — hanno riferito di aver visto Frigerio partecipare e messe nere che si tenevano nella chiesa sconsacrata di San Gerardo a Monza; quei riti erano «officiati» da alcuni componenti delle Bestie di Satana. E' quello l'elemento che salda la vecchia inchiesta (già approdata a condanne che vanno dall'ergastolo a 12 anni) e quella attualmente aperta. Grazie a queste nuove testimonianze e all'interrogatorio di Maccione si spera possano ora far compiere il passo fondamentale all'inchiesta, vale a dire il ritrovamento del corpo del povero Frigerio. Gli inquirenti sono convinti che questa sia la volta buona: la zona in cui si sospetta possa trovarsi la «tomba» del povero Frigerio sono i dintorni di Brugherio.

Fonte - Il Corriere della Sera, 4 Aprile 2008

martedì 8 aprile 2008

"Sette Sataniche" della Newton & Compton


Dalla stregoneria ai messaggi subliminali nella musica rock, dai misteri del mostro di firenze alle Bestie di Satana

Quando si parla di satanismo di solito lo si fa generando un notevole grado di confusione, perché si tende a enfatizzare gli aspetti più spettacolari, omettendo o minimizzando quelli più “privati”, che poi sono anche quelli più autentici. Secondo i resoconti della maggior parte dei mezzi d’informazione, quasi tutte le sette sarebbero “sataniche” e commetterebbero crimini orripilanti. La funzione principale di questo libro è quella di evitare le generalizzazioni e separare i fatti dalla mitologia. Esistono individui che violentano, torturano e uccidono “in nome del diavolo”, ma, spesso, si tratta di soggetti che utilizzano il satanismo come pretesto o come giustificazione per motivare delle azioni originate da una patologia mentale personale. L’indagine condotta dagli autori è strutturata sulla scorta delle richieste rivolte loro dai mass-media relativamente a scottanti tematiche di attualità quali il fenomeno delle sette sataniche dopo il recente caso delle “Bestie di Satana” o gli ulteriori sviluppi delle indagini sul Mostro di Firenze, che portano ad attribuire la responsabilità dei delitti delle coppie a un’ipotetica setta esoterico-massonica. Questo volume, unico nel suo genere, oltre a definire, delimitare e descrivere il fenomeno del satanismo in Italia e nel mondo, affronta argomenti quali il rock satanico e i “messaggi nascosti”, i processi di manipolazione mentale, la stregoneria, il fenomeno della possessione demoniaca, il “calendario satanico” e il dizionario dei termini più usati dagli adepti delle sette.

Vincenzo Maria Mastronardi, psichiatra, psicoterapeuta e criminologo, è titolare della cattedra di psicopatologia forense, direttore dell’Osservatorio dei comportamenti e della devianza, direttore del Master in Scienze criminologico-forensi presso la iª facoltà di Medicina dell’Università di Roma “La Sapienza”. È docente di criminologia presso l’Università di Roma Tre e direttore dell’Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psichiatrico-forensi (Italia-usa). Autore di circa 220 pubblicazioni in tema di criminologia, psicopatologia forense, psicoterapia e comunicazione, è direttore della collana di Psicologia dei comportamenti e della devianza della Armando Editore. È direttore responsabile della rivista Rassegna di Psicoterapie. Ipnosi. Medicina Psicosomatica. Psicopatologia forense dell’Università di Roma “La Sapienza”. Con la Newton Compton ha pubblicato Terroristi, scritto con Silvia Leo e I serial killer, con Ruben De Luca.

Ruben De Luca, psicologo, criminologo, collabora con l’Osservatorio dei comportamenti e della devianza presso la ia facoltà di Medicina dell’Università di Roma “La Sapienza”. Tra le sue ultime pubblicazioni: Anatomia del serial killer e, con la Newton Compton, I serial killer, scritto con Vincenzo Maria Mastronardi. I suoi lavori spaziano dalle sette sataniche, al terrorismo, alla criminalità informatica.

Moreno Fiori, dottore in Teologia e demonologo, ha conseguito un Master in Criminologia Clinica e Psicopatologia forense presso il Consorzio Interuniversitario for.com. di Roma. È autore di varie pubblicazioni relative al satanismo e alle sette religiose.
Sette sataniche di Vincenzo M. Mastronardi — Ruben De Luca — Moreno Fiori (Newton Compton Editore, 2006) ISBN: 88-541-0666-6 - pp. 448 — 19,90€


Fonte - Thriller Magazine, ottobre 2006

lunedì 7 aprile 2008

Gardini: "Scientology? Un incubo"


Maria Pia Gardini, di ricca famiglia ravennate, ha vissuto per anni a Bologna. Entrata in Scientology per aiutare la figlia tossicodipendente, ha scalato i massimi livelli dell'organizzazione, fino a diventare 'miglior auditrice del pianeta'. Esperienza che le è costata quasi 2 milioni di dollari, e che ha raccontato nel libro-denuncia I miei anni in Scientology, diventando la nemica numero uno della Chiesa di Hubbard.
di Alessia Di Fabio

Tutto ebbe inizio con una sauna purificatrice al Narconon (centro di disintossicazione legato a Scientology), poi cosa è successo?
Nei Narconon si studia sui testi di Hubbard e ci si sottopone al cosiddetto Purification Rundown, il programma di purificazione con cui ho fatto il mio ingresso a Scientology. Secondo Hubbard, infatti, le saune servono ad eliminare quelle sostanze tossiche, come farmaci e droghe, che si depositano nel tessuto adiposo e che influenzano in modo negativo la nostra mente riducendone le capacità. Da lì ho cominciato a leggere i libri e a frequentare corsi di livello sempre maggiore, fino a diventare auditor. Ho intervistato anche John Travolta, nel quartier generale di Clearwater.

Perché tanti anni e quasi due milioni di dollari versati nelle loro casse prima di decidere di abbandonare la “chiesa”?
Perché mettersi contro Scientology voleva dire tagliare ogni rapporto con mia figlia, ma ho cominciato subito a preparare le pratiche per uscire quando Federica è morta.

Se potesse tornare indietro?
Non rifarei nulla del mio percorso in Scientology, porterei mia figlia a San Patrignano e basta. Forse, ora, non saprei nemmeno cos'è Scientology.

Come definirebbe, oggi, questo movimento?
Un gruppo che segue quella che potrebbe, e dico potrebbe, essere una filosofia, ma di certo non una religione.

Dove sono le sedi principali in Italia?
Il centro più grande si trova a Milano, ma ce ne sono di importanti anche a Roma, Padova, Torino e Pordenone. Quello che si trova qui a Bologna, invece, è una Mission, cioè un piccolo gruppo dove si vendono libri di Hubbard e si fanno i corsi e i procedimenti di base. Anche la sede bolognese dipende da Milano.

Considerando gli alti costi dei corsi organizzati, Scientology rimane alla sola portata di una stretta elite composta da persone facoltose e dai divi di Hollywood, o può avvicinare anche persone normali?
Vi possono aderire anche persone normali che pagano i primi corsi e poi fanno debiti e, a volte, si vendono anche la casa per andare avanti. La spinta a comprare è fortissima, tra l'altro ho saputo che adesso organizzano anche corsi per corrispondenza, rivolti ai meno abbienti.

Oggi Lei collabora con l’Airs Toscana (Associazione per la ricerca e l’informazione sulle sette), quante richieste di aiuto riceve, in media, dai seguaci di Scientology?
Ci chiamano spessissimo, e non solo per Scientology, ma è chiaro che le segnalazioni di questo tipo passano tutte a me, e sono molte in tutta Italia. Negli ultimi anni ho aiutato tante persone. Adesso sto seguendo tre casi, ma non posso, né voglio, parlarne: hanno paura delle ritorsioni.

Fonte - La Stefani, numero 8 - lunedì 7 aprile 2008.

IL DIAVOLO


Charum, Humbaba, Nergal, Pazuzu, Apophis, Seth, Iblis, Shaytan, Ahriman, Bhuta, Prta, Pisana, Abadon, Beelzebub, Beliar, ecc…sono nomi diversi fra loro, appartenenti a culture e religioni diverse che però indicano un’unica entità : il diavolo.

La concezione visiva di un diavolo con le corna e unghie spartite, orrendo a guardarsi, proviene dalla mitologia pagana e non dalla Bibbia. Non è un insegnamento cristiano ma una credenza popolare; infatti per la religione il diavolo è un’entità spirituale, che non ha forma né consistenza. Il diavolo ed il male sono considerati sinonimi e come il male ha molte facce così il diavolo ha molti volti. Le caratteristiche fisiche del diavolo derivano dall’incontro di fonti diverse e soprattutto dall’unione delle varie figure che rappresentano il male nelle diverse religioni pagane. Già i graffiti nelle caverne mostrano l’umanità in conflitto con animali dotati di corna. L’aspetto del demone Puzuzu ( grandi ali, zampe ed artigli) particolarmente temuto nella Mesopotamia antica ha profondamente condizionato l’iconografia del diavolo. Alla molteplicità delle fattezze fisiche con le quali viene rappresentato si aggiunge anche la creatività degli artisti, che fin dal Medioevo ha sentito la necessità di rappresentare il diavolo; in principio per rispondere all’esigenza della Chiesa di illustrare il “vero” volto del male ai fedeli ( fedeli per la maggioranza analfabeti e più facilmente predisposti ad essere impressionati e colpiti da rappresentazioni visive). In seguito però quell’immagine è entrata a far parte dell’arte divenendo soprattutto un simbolo;e se nella letteratura e nella musica il diavolo è una creatura sibillina ed ambivalente ( si pensi alla figura letteraria di Faust, Dorian Gray cc..), nell’arte figurativa costituisce un soggetto più definito dal punto di vista simbolico poiché le sue rappresentazioni sono dominate dalla mostruosità e da tutti gli attributi che pongono in evidenza la sua malvagità ( si pensi ai Gargoiles di Notre-Dame). Inoltre nell’aspetto esteriore del diavolo si sommano anche tutte le paure ancestrali dell’uomo ( i peli quale simbolo di bestialità, le zanne simbolo del cannibalismo ecc..).

La cultura popolare ha usato spesso la figura demoniaca in racconti e favole con notevoli risvolti pedagogico-moralistici, che le leggende hanno assorbito sotto forma di segnali mitici ad uso propriamente educativo. La rappresentazione figurativa del diavolo è il misto delle paure ataviche che hanno sempre attanagliato l’uomo.

Dopo l’Editto di Costantino del 313 d.C. ed il concilio di Nicea del 325, il diavolo venne volutamente identificato con le fattezze del satiro Pan che già come figura mitologica aveva valenza negativa poiché rappresentava gli aspetti temibili della natura. Si cercava infatti di eliminare i riti pagani più comuni e le credenze pastorali molto diffuse sulla pastorizia e sui raccolti. Così il pentacolo, simbolo di Venere, pianeta indicato dalla natura pagana come l’astro di maggiore influenza per la fertilità della donna e delle messi venne demonizzato divenendo il simbolo del male. L’iconografia demoniaca, mantenne le sembianze del satiro per molti anni aggiungendo man mano che passava il tempo particolari come le ali, varie corna, artigli ecc.. Le zampe con zoccolo spaccato furono sostituite da quelle di “uccello” quando sulle Alpi francesi furono trovate impronte fossili impresse sulla roccia che si inerpicavano in barba alle leggi naturali perpendicolarmente sulle asperità delle montagne. Oggi sappiamo che le impronte erano di piccoli dinosauri saurisci del periodo giurassico ( circa 200 milioni di anni fa). Nella tradizione popolare alcuni luoghi caratterizzati da aspetti aspri o particolarmente inquietanti ( grotte profonde, rupi o montagne ardue da scalare) vengono messi in relazione con il diavolo.

Fonte - Mito e Leggende


Diavoli e magistrati


Il demonio torna di scena in due interviste - un magistrato e un docente di psicopatologia - in un giornale "online".

In genere di diavolo parlano preti e appassionati di demonologia. Quando ne accennano il papa o i vescovi, fa notizia. E' singolare che di questo personaggio tratti un magistrato di spicco. Bruno Volpe, del giornale online “Petrus” ha intervistato Tiziano Masini, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Varese che ha rappresentato l’accusa nel processo alle cosiddette ‘Bestie di Satana’, ritenute responsabili di diversi omicidi (fra cui quelli di Chiara Marino e Fabio Tollis, i primi ad essere scoperti), induzioni al suicidio e altri delitti che hanno colpito l’opinione pubblica italiana. La tesi accusatoria è stata accolta dal Collegio Giudicante che ha comminato pene severissime. Riportiamo una parte dell'intervista:
Dottor Masini, che idea si è fatta del satanismo vivendo in prima persona questo processo? “Intanto che si tratta, senza ombra di dubbio, di un fenomeno preoccupante e in espansione, molto più di quello che sembri realmente. Una delle cause scatenanti, da quanto ho potuto constatare, è la disgregazione delle famiglie. La maggior parte dei giovani processati, infatti, proveniva da nuclei familiari multiproblematici a causa di separazioni e divorzi. Di conseguenza, penso che la famiglia possa giocare un ruolo importante al fine di prevenire anche questo triste fenomeno. Un’altra causa del satanismo - data per scontata l’adorazione del Male - è il cosiddetto contesto amicale, cioè le cattive compagnie. Anche in questo caso entra in gioco la famiglia: i genitori dovrebbero controllare di più e meglio le frequentazioni dei figli”.
Lei accennava all’adorazione del Male da parte dei seguaci di Satana, comprese le ‘Bestie’ di Varese.
“Esatto. Tutti gli imputati, dico tutti, mostravano inimicizia e disprezzo verso il cristianesimo, e dicevano di parlare il linguaggio dell’antiCristo”.
Il codice penale non consente, come è noto, che imputati come le ‘Bestie di Satana’ vengano sottoposti ad esorcismi. Ma ha avuto modo di constatare in loro dei segni di possessione diabolica? “Posso dire che nell’ambito delle indagini è emerso che parlassero lingue strane, emettessero suoni gutturali indecifrabili e di stampo rauco, invocassero e nominassero continuamente tutti i demoni. Inoltre bestemmiavano contro Cristo e la religione cattolica e affermavano di soffrire alla vista di immagini e oggetti sacri e di gemere soprattutto quando vedevano un pentagono di vetro”.
Nel processo si è parlato anche di magia nera.
“Sarò più preciso: gli imputati si riunivano per celebrare messe nere ed invocare le forze dell’inferno. Anche questo meccanismo li ha portati, con la forza del branco, a commettere i reati contestati”. Ritiene che il fenomeno del satanismo sia presente in che misura oggi in Italia? “Altissima; ciò che si vede è solo la punta dell’iceberg: molti casi sono ancora sconosciuti e quindi impuniti. Ma penso sia il frutto di questi tempi in cui sono in voga oroscopi, letture esoteriche, maghi e cartomanti. Sarebbe certamente più saggio diffidare e stare alla larga dall’occultismo”.
Bruno Volpe ha poi intervistato il professor Francesco Bruno, criminologo e docente di psicopatologia forense all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, che si definisce cattolico non praticante. E’ un volto noto al grande pubblico, perché spesso ospite di “Porta a Porta”.
Professor Bruno, iniziamo con il satanismo e le sue relazioni con la criminalità. Lei, da medico, crede alle possessioni diaboliche?
"Il vero problema, e lo scriva pure, consiste nel voler sempre spiegare scientificamente anche quello che non lo è. Io non sono un teologo, ma qualche volta mi imbatto in persone affette da fenomeni che non saprei come incasellare e che non hanno una logica secondo la psichiatria moderna. Ecco, se vuole la mia opinione, il male esiste, poi se abbia le corma o il forchettone non lo so, ma è indubbiamente subdolo ed ammiccante".
Come giudica il fenomeno del satanismo in Italia e nel mondo?
"Allarmante, ed è molto ma molto più diffuso di quanto si creda. Ciò che si legge sui giornali e si vede in Tv è solo la punta dell'iceberg, la fetta di un retroterra sempre più ampio. Credo che la causa a livello sociale sia la disgregazione della famiglia, l'edonismo sfrenato, il pensare che tutto sia lecito, l'aver perduto il senso del peccato. Sembra che il confine tra il bene e il male si sia attenuato o addirittura sfumato. A tal proposito, penso che Benedetto XVI, nel suo Magistero, stia giustamente evidenziando la necessità di ripensare e rivalutare l'idea del peccato, a cui - ci ammonisce continuamente - bisogna saper dire di no".

Fonte - La Stampa, di Marco Tosatti, 11 Marzo 2008.

giovedì 3 aprile 2008

L’ossessione del Führer per l’occulto


Se Winston Churchill, per delineare strategie, si affidava a un astrologo di fiducia, dall’altra parte della barricata, Adolf Hitler non era da meno, visto che si rivolgeva a un mago. La storia di Erik Jan Hanussen, ebreo di origini morave convertitosi al protestantesimo, è narrata da Mel Gordon in Il mago di Hitler (Mondadori, 2004). Hanussen ebbe grande successo nella Berlino del primo dopoguerra, esibendosi nei cabaret e suscitando l’interesse di personalità della cultura, da Sigmund Freud a Thomas Mann, dello spettacolo e, soprattutto, di Adolf Hitler, che era stato suo compagno d’armi durante la Prima guerra mondiale. Grazie alle sue rinomate predizioni, Hanussen divenne ricco e potente, ma anche molto scomodo. E quando, il giorno prima dell’incendio del Reichstag, nell’aprile 1933, ebbe la visione di «un grande edificio consumato dal fuoco», venne rapidamente fatto sparire. I punti di contatto fra nazismo e mondo della magia sono stati approfonditi, oltre che dall’ormai classico Il nazismo magico di Giorgio Galli, anche da La magia e la svastica. Occultismo, New Age e nazionalsocialismo, di René Freund (Lindau, 2006). Il testo è composto da tre sezioni. La prima ricostruisce il panorama di occultisti, spiritisti e satanisti le cui suggestioni hanno rappresentato un punto di riferimento per alcuni teorici del nazionalsocialismo. La seconda analizza il modo in cui tali dottrine furono utilizzate dai nazisti. La terza riflette sulla sostanza di certi contenuti esoterici, che continuano a esercitare un forte ascendente su molte persone.

Fonte - Il Giornale, 5 Marzo 2008

NEW AGE: Apocalisse il 21 Dicembre 2012


IL CASO. Si diffonde la nuova strampalata moda New Age millenarista: con libri, film e siti internet proclama che la fine del mondo è vicina

Il profeta di questa ennesima profezia si chiama Gregg Braden.
Un diffuso fenomeno culturale, basato sul calendario dei Maya
MARIO A. IANNACCONE - Avvenire 2 Aprile 2008.-

2012, incubo apocalisse

L’ apocalisse il 21 dicembre del 2012? Ci credono mi­lioni di persone, per lo più legate al variegato universo del New Age. Uno dei più seguiti pro­feti di questo nuovo millenarismo è Gregg Braden. Barba brizzolata, capelli un po’ indisciplinati come si conviene ad un profeta, devotis­simo a Madre Terra (rigorosamen­te con le maiuscole), scrive libri e tiene affollate conferenze in giro per il mondo che iniziano con un’ammonizione severa: «negli ul­timi duemila anni abbiamo smes­so di vivere in simbiosi con Madre Terra». È stato un errore gravissi­mo, perché le lontre sono dimi­nuite, e noi umani siamo sempre di più e sempre più egoisti. Ma ora tutto ciò «sta per finire» perché «stiamo per entrare nella nuova Età della Luce». Dunque secondo Braden le cose stanno per miglio­rare? Sì e no. Non senza contrac­colpi, comunque, perché prima della rivelazione apocalittica e della beatitudine dovremo passa­re attraverso una grande tribola­zione. Quando entra nei dettagli Braden sorride: sì, certo, le sue profezie sono allarmanti, ma l’an­goscia va scacciata perché il mes­saggio, in fin dei conti, è positivo.
Sarà. E tuttavia è difficile mante­nere la calma quando si scorre la lista di mirabilia che ci attendono fra quattro anni: il moto di rota­zione della terra s’invertirà, il sole si fermerà in cielo per un’intera giornata e poi sorgerà ad ovest, i poli magnetici subiranno un bru­sco slittamento, ci saranno eru­zioni e terremoti, ci sfioreranno nubi galattiche, pianeti e asteroidi con nomi di deità egizie (Niburu, Aphopis). Insomma ci sarà poco da stare allegri. Per fortuna, dopo la notizia cattiva c’è quella buona (ecco spiegato il sorriso di Braden e d’altri profeti del 2012): dopo lo spavento, quelli fra noi che esiste­ranno ancora saranno sottoposti ad una Grande Pulizia (con le maiuscole) prodotta dal cambia­mento della frequenza vibratoria di tutta la materia. La nostra car­ne, addizionata di un supplemen­to di Dna, produrrà un «corpo di luce» che ci farà diventare molto spirituali, pressoché disincarnati, altruisti, ecologisti, tendenzial­mente matriarcali e inoltre poco interessati alle differenze fra i sessi (che l’Unione Europea ci stia pre­parando con la sua gender philo­sophy?).
Il lettore può chiedersi a questo punto chi sia questo Gregg Braden e donde derivi queste conoscenze: Braden è un geologo, figlio di quel William Braden che insegnava a trovare Dio con l’Lsd negli anni Sessanta. I segni dei tempi (riscal­damento globale in primis, rivolta della natura, impazzimento dei delfini) a lui paiono molto elo­quenti. Ma la rivelazione princi­pale gli è arrivata meditando sugli insegnamenti della civiltà Maya, e in particolare dal suo calendario che s’interromperebbe, misterio­samente, proprio nel fatidico sol­stizio d’inverno del 2012. Il condi­zionale però è d’obbligo perché gli archeologi avvertono che l’inter­ruzione è dovuta alla sparizione della civiltà Maya e della sua casta sacerdotale, che ha impedito l’ag­giornamento del calendario.
Le teorie, le ansie, le predizioni sul 2012 stanno producendo una co­spicua massa di libri e un’attività frenetica sul web. Un centinaio di volumi sono stati pubblicati in lingua inglese soltanto negli ulti­mi tre/quattro anni, e qualcuno i­nizia a filtrare, tradotto, anche da noi. Prepariamoci all’alluvione. E­sistono differenti predizioni sull’a­pocalisse del 2012: alcune s’ispira­no ai cicli indù, agli Inca, all’Anti­co Testamento, all’immancabile Nostradamus, alla Teosofia e per­sino alle apparizioni di Fatima; al­tre ancora ai culti dei dischi volan­ti oppure ad ipotesi scientifiche più o meno eretiche. Per qualcuno arriveranno gli extraterrestri (già ci stanno parlando con i cerchi del grano, no?), il Maitreya o Buddha dei tempi ultimi, un «Cristo» che poco ricorda il Signore atteso di nuovo dai cristiani. Comunque sia, le ansie e le speranze di tutti sono concentrate sull’anno 2012, data di un nuovo millenarismo nel quale il Cristianesimo e i suoi Novissimi sono generalmente as­senti o interpretati in modo tanto eterodosso da risultare irricono­scibili. L’appuntamento con l’apo­calisse del 2012 si propone, in­somma, come un laicissimo giu­dizio universale, dove la separa­zione del loglio dal grano non sarà opera di Gesù al secondo ritorno, ma dalla capacità del «peccatore» di adeguarsi o meno alla giusta «frequenza vibratoria» dell’uni­verso. Un giudizio impersonale, dunque, governato, al limite, da intelligenze aliene, quelle che ci hanno collocato sulla terra e che ora ci soccorrono. Sebbene alcune tragedie passate, come i suicidi di massa della setta di Heavens’Gate (1997) o quella del Tempio Solare (1994-1995), non siano estranee al tema (basti pensare che nell’eso­terismo neotemplare già cin­quant’anni fa si citava il 2012 co­me data cruciale), l’attesa della data fatidica non sembra destina­ta a tramutarsi in un’angoscioso panico, anche se non è affatto e­scluso che in gruppi minori, carat­terizzati da dottrine di separatez­za e guidati da personalità forti, si possano riprodurre eventi dram­matici come già nel passato.
Quando la data arriverà e passerà, ci verrà detto probabilmente che l’umanità non era pronta o che la «Grande Invocazione» (la preghie­ra- invocazione che risuona di più nel mondo New Age) ci ha rispar­miato tribolazioni e seccature. In­tanto, dopo che Mel Gibson nel suo Apocalypto aveva alluso al ve­ro legame fra la nostra apocalisse e quella dei Maya (la corruzione morale che porta al sacrificio u­mano più o meno mascherato), Michael Bay, il tycoon più fracas­sone di Hollywood, ha già messo il cappello sopra il tema (e non è il solo) annunciando l’avvio della produzione di un kolossal che s’intitolerà, guarda un po’, 2012 la guerra delle anime.

Fonte - GRIS Roma.org, 2 Aprile 2008